Letteratura Poeti Famosi



Complicato addio.

Tortuoso addio.

 

Che silenzio, si tacete io riposo,
imparo a decedere…lentamente
e con il bestiale blandire della morte
e non chiedo che annichilire
il mio corpo e la mente.

 

Che strazio non vivere più le stagioni
unico vero mio rimpianto, molti piangono
il dolore, la sofferenza, l’addio dei cari,
io ho amato ciò che mai ho posseduto
ma ora sono in un sogno, stelle d’argento,
e angeli vestiti di bianco che sorridono,
e mai più vedrò gli adepti di sette consacrate
al solo loro turpiloquio aberrante e cinico.

 

Si sono felice perchè mai più udrò strani
e impertinenti cartomanti incapaci di vedere
neanche dentro se stesse e il loro bizzarro
mondo del nulla, bilioso e isterico.

 

Ti prego leggi la mia mano zingara
e sii generosa dimmi ciò che vedi con sincerità,
io sono immune dal tuo spocchioso
odio, tu non spirare prima di aver detto,
io ho bisogno di sapere prima del mio commiato.

 

Addio e ricorda che io mi sono nutrito di cicuta
dono di un consunto destino coriaceo e fedifrago.

 

Raffaele Feola.

 



Un semplice pensiero per il nostro Signore.

 

Un semplice pensiero per il nostro Signore.

 

Mai ho avvertito nelle mie note
suoni angelici, solo stridii e opache
sinfonie, sono forse un immortale
tessitore di maldicenti opere?
No di certo sono solo io, e poi più niente,
certo poca cosa ma siate certi che
al mattino il nuovo sole invade anche
il mio volto, lo illumina e lo acceca.

 

Voi siate garbati gente, godete del respiro
che ancora pullula nei vostri polmoni,
forse il cielo ci ama ancora,
non abbattete la croce del calvario
ella è il simbolo del dolore,
della sofferenza, della rinascita non rendiamo
vano il sacrificio del grande Martire.

 

L’ingresso nella casa del Signore con abiti
poco sobri e profumi domenicali offende la casa
del Signore Lui è umile e vuole che lasciate sul
vostro volto qualche piccola lacrima
affinchè Lui capisca chi soffre e allontani
i profanatori del tempio del perdono
dell’amore, della povertà, Dio ci ama
e dopo il libero arbitrio ci sarà Lui …amen

 

Raffaele Feola.

 

 

 



Senza futuro.

Senza futuro.

 

Cosa sara’ del plumbeo cielo,
dell’aria una volta tersa
ora celata da una cappa
di oscura incertezza come
a raccontare di un presagio
annunciato da folli razzie
dell’umano che in nome
dell’intelletto ha capovolto
l’ordine naturale delle cose
umiliando la vita e annullando
il suo magnifico capolavoro
che ha arricchito il nostro
cuore e riempiendo di gioia
la nostra esistenza.

 

Si e’ persa la ragione e con
essa la coscienza del domani,
del futuro di chi verra’dopo
di noi e poche sono le speranze
di inculcare agli esseri
che vivono sul nostro piccolo
e strano pianeta la strana legge
dell’amicizia, della reciprocita’
e quando cio’ cessera’ la vita
non potra’e non sara’ possibile,
ricordate il Karma? Esiste.

 

Raffaele Feola.

 

 

 

 



Vita cuore amore.

 

Vita cuore amore.

 

Vidi e poi vidi con sorrisi e sospiri
il mio futuro e il suo magico segreto,
ero giovane e con molti cari amici
felice di percorrere il mio cammino
di vita nel divenire adulto e godere dei
suoi tanti sogni riposti nel cuore mio,
per poi fluire nella realtà con mille enfasi.

 

Se il cuore mostrasse il suo vero volto
molti non oserebbero odiare tal cari simili
che fratelli o amici o altri e tal nessuno,
niente potrebbe mai mietere veri affetti
e l’insulso infelice non avrebbe pretesto
d’esistere e vivere nel suo avulso giovarsi,
amarsi e null’altro, vero è ciò in cui credo.

 

Raffaele Feola.

 



Il grande evento.

 

Il grande evento.

 

Che follia son divenuto amico
della morte, sapete è come
una dama di carità che ti avvolge
con le sue lunghe mani affilate
e si incammina con te parlando
e raccontando di aneddoti allegri,
ma ha un respiro freddo
e degli occhi gelidi,
io sorrido ma ho tanta paura,
forse è solo un brivido effimero.

 

La musica lenta e cadenzata
di grosse campane
par accompagnarmi nel mio
mesto e ultimo viaggio,
una volta le definivano
dell’agonia perchè il prete
dava al morente
l’Estrema Unzione,
io spero di udirle se ho fortuna.

 

Prego i miei denigratori
di stare lontani da me
e lasciare che mi goda
del mio commiato
dalla indulgente umanità,
siate coerenti e con buonsenso
non vi soffermate a curiosare
sul mio volto emaciato e irrigidito,
forse non sono contento
di essere nel legno ma devo
restarci mio malgrado.

 

Oggi fà molto freddo spifferi d’aria
dappertutto, ma stò bene
ho un vestito nuovo caldo e attuale,
sono proprio bello finalmente,
 so di taluno che sara’ al mio party con le braccia dietro 
e il capo leggermente obbliguo
e un volto quasi sornione e beffardo,
ma ricorda amico per quanto triste
è un momento che appartiene a tutti,
io mi avvio tu non aver fretta
la vita offre ancora tanti
capricci belli e amabili e non solo.

 

Raffaele Feola.

 

Ps. Dedicata a quella parte di me
lugubre e nei suoi sogni orribili
e ossessivi, perdonatemi.

 



Vissi di solo pane.

Vissi di sol pane.

 

Di sol pane ebbi a vivere e quanto dolore
nel mancar di godere di un amore angelico
e quante tremolanti paure in tal
maledetta ancestrale ignominia.

 

Che crudele tal destino tanto austero
quanto mutevole e scarno di gioie
ebbi per sua colpa a dover vivere,
colpì ciò che di più caro volle essere
nella mia esistenza, e che dire di un’anima
incapace di svolgere le sue più semplici
incombenze di rallegrare e felicitare i momenti
di vita mia senza indugi e perplessità.

 

Che tu sia maledetta e per sempre prigioniera
nel mio corpo ormai diretto verso un oscuro
oblio in una esistenza effimera e rivolta verso
una eternità tanto insensibile quanto succinta.

 

Raffaele Feola.