Letteratura Poeti Famosi



Pioggia…pioggia.

Pioggia…pioggia.

 

Odi codesta pioggia
colpir senza sosta
cio che più l’aggrada,
omini e cose e natura.

 

Ferma la tua ostilità
tempesta, perdona
e non anelar lacrima
per colei che fu già vittima.

 

Pioggia e pioggia sia,
scroscio e spruzzata
di fredda abbondanza
su corpi senza accidia.

 

Temo il verde della piana,
stinto e senza vivacità,
tu non andare oltre pioggia,
sii dolce e benevola e ama.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 

 



Generosa e triste primavera.

 

Generosa e triste primavera.

 

Sei tenera mia gioiosa stagione,
fiori…fiori…vermigli e gialli e viola,
e quanti diletti nella tua fantasia,  nessuno mai fece dono più grande.

 

La mia dolce rosa di maggio si è 
smarrita nei meandri di una vita
silenziosa e persa nella rabbia
di un inesistente freddo lancinante.

 

La mia primavera, colma di tenue
e pallide previsioni forse ora darà
ascolto al principio dell’affettività,
non può obbliare le sue  promesse.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 





Fuggi vita.

 

Fuggi vita.

 

La morte è moribonda, e resta
serena e distratta al nuovo sole,
che follia la sua calma amore
mio, non teme neanche se stessa.

 

Io e te, soli e felici, dai fa che
il cielo infonda il suo incantare
ho rotto il mio fragile cuore
ed ora piove sangue a volontà.

 

Non travisare la mia e’ apatia,
ma voglio dirti che ti amo sempre
allo stesso modo, con dolore,
con vivacità, e tanta veemenza.

 

Raggiungimi al cospetto del mare
furioso, non temere l’onda cattiva
anche se egli non avrà pietà,
solo la morte non ci lascia difesa.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



Perché non amarmi.

Perché non amarmi.

 

Quanto rancore folle hai cuor mio,
tu scandisci a volte strani suoni,
ed i miei laconici sospiri si placano, ma donano poca eternità a codesto mio smanioso vivere.

 

Donna amami…amami…amami,
tu non sei inviolata, ma sei radiosa
e le primavere ti inseguono
incessanti e premurose, sei la dea
ispiratrice di emozioni prodigiose
e di promesse mai mantenute.

 

Amplessi e seduzioni, il vento
le inoltra con malevole e incauto
inganno, tu mia adorata sei colei
che impassibile sfidi la fine
della vita e l’inizio di una esistenza
agghiacciante e frivola, sii cauta
poiché la morte vince sempre e non lascia spazio ai dolorosi rimpianti.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



I salici piangenti.

 

I salici piangenti

 

Amor mio che di nulla vissi
tu fosti e fosti ancora
colei che nulla chiese,
se non abbracci e
sussurri e sorrisi,
pensa che ardir
fu l’angosciante
mio desiderio di restar
muto e indifferente
da tal immenso
dono del destino.

 

Sii severa mia cara
con colui che
non ebbe sentore
del tuo amore,
ed a nulla valse
l’armoniosa melodia
che il ruffiano
vento strombazzava
fra i teneri rami
di salici piangenti,
che con le loro fronde
calate all’ingiù
parean quasi
profetizzare mestizia,
e adesso anch’io
son solo e piangente,
ed il vento
ha smesso di ululare.

 

Raffaele Feola Balsamo.