Letteratura Poeti Famosi



Brandelli di vita.

Brandelli di vita.

Vige il timore di una ancestrale paura verso la morte,
ma non è il trapasso in quanto tale che incute timore,
è la perdita di rivendicare ciò che solo lei ne dispone,
e l’uomo rivendica il suo immeritato diritto di temere
e dominare il turbamento che ci angoscia e svigorisce.

L’uomo possiede il pregio della paura,ma anche quello
della verità seppure limitata, nondimeno la sua altera
villania ne inibisce ciò che di dolce il suo cuore elabora.

Come pupazzi siamo sbalestrati da un giudizio all’altro
e il soccorso di brandelli di letizia racimolati un po’qua
e un po là in un tempo lontano non è veritiero, è falso.

Mi demoralizzo inquieto e metto insieme le varie idee,
sono isteriliti e inutili ed è imponente la mia agitazione.

Io sono eternamente confuso e non comprendo la mia
emozione, mi sento libero da invisibili catene, ma il loro
peso insopportabile resterà impresso per quello che mi
resta da vivere, nella parte peggiore del mio cuore con
tutto il suo freddo metallo e le sue commozioni e sogni.

Raffaele Feola Balsamo.



Cuore matto.

Cuore matto.

Ardito e molesto tal core,
come un fiore senza aroma
e privo di colore,
ne voce ne bellezza
e solo con uno sbiadito
mostrarsi par dire
ciò che nulla può raccontare
col solo uggioso silenzio.

L’amor privo della parola
e solo oblio e brividi sommessi,
ma appare solare
quello che l’anima
obbliga a tal cuore 
di udire con brioso interesse
i versi di una poesia soave
e tutt’altro che frivola.

E quanti battiti frenetici
escono da un petto
tutt’altro che rassegnato,
l’attesa è spasmodica,
poi il fiore germoglia
di un rosso porporino e
i miei versi appaiono creativi
e intonano inni d’amore.

Raffaele Feola Balsamo.



Cuore ribelle.

 

Cuore ribelle.

Strani brividi nella mia stolta mente,
e privo di pensieri stimolo sprezzante
l’ambizione di sontuosi sogni lungo il
cammino di una impervia vita fatta di
suppliche e smanie, e squallide recite.

Chi può sapere i propositi del buon Dio,
io ho varcato il limite del mio sapere e son
pieno di ansie e son teso e vigile, e quanta
alterigia ha il mio ribelle cuore che
di nascosto trama e induce al male.

Inopportuno e inconscio il rifiuto alla vita,
poi finalmente i suscettibili ostacoli
alla felicità svaniscono e l’esistenza mi pare
meno incostante e ricca di dolci e forti fluidi,
ed il piacere diventa mirabile e magico.

Raffaele Feola Balsamo.



I FIORI IN ANGOLI PERFETTI dalla raccolta “A Sylvia Plath”

Le ombre delle tenebre
solcano il fiume
sospeso nell’afa di strane luci.

Fra nodi di stillanti foglie
e secchi arbusti
si vedono taglienti scogli.

Le reti dei pescatori
si richiudono –
altri pesci sono rimasti impigliati.

Solo gli uccelli acquatici
andranno al lago
che riflette il cielo dove Tu regni.

Presto il tuo perfetto amore
aprirà i nastri di fango
schierando i fiori ad angoli perfetti.

11.01.2019 Ciro Sorrentino



SULLE DORATE SPIGHE DI GRANO dalla raccolta “A Sylvia Plath”

Oh, Sylvia, guarda!
I tuoi soli fondono il gelo
sulle azzurre e limpide cime dei monti.

Si baciano le nubi
e spargono gioia nel cielo,
limpido specchio dell’inaridita terra.

Nel niveo pianto
nascono le gioie più belle,
le gemme della tua primavera infinita.

Resta con me, al varco,
mentre le tue divine gocce
agitano sfiorando gli alberi della foresta.

Ecco, vedi?
La tua fiorente rugiada
ha disfatto le nere e irrespirabili ombre.

È una piena di fiume –
Le acque dissetano gli uccelli
nei boschi impietriti e desiderosi di vita.

Ora le foglie danzano
nei flussi di un libero volo,
sulle abbaglianti spume del tuo lago.

Seguimi, Sylvia!
Raccogliamo i tesori
sui rami risorti nel nostro giardino.

Oh, divina, guarda!
Il tuo compiuto amore
scivola sulle dorate spighe di grano.

Frena le lacrime ora!
Quelle che hai versato
hanno già spento la sete di chi ti ama.

11.01.2019 Ciro Sorrentino

 

 



E’ una magia.

E’ una magia.

Terre lontane e incolte
in quei campi abbandonati,
e colmi di mille fiori e colori,
e le sue sere tiepide d’autunno
son ricoperte da stelle,
e quanti brividi e vertigini.

Dove sei vita ti cerco con amore,
ma sei oscura e inafferrabile,
eppure i tuoi palpiti adulano il mio
cuore ricoperto di desiderio e attesa,
ed il profumo di mille corolle
si confonde con la mia anima.

Ora solo silenzio, tace il cielo
ed il vento è stanco non sussurra più,
le stelle svanite e gli stanchi angeli
non cantano più, è una strano incanto,
socchiudo i miei occhi e quanti
affezioni mi pervadono, si è magia.

Raffaele Feola Balsamo.