Letteratura Poeti Famosi



I cerchi sul mio cammino // Dalla Raccolta “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Il tuo amore nasce in acque profonde,

laggiù…, dove posso sentirlo

nel silenzio, sugli orli tesi dell’orizzonte.

 

Da tempo il Sole è tramontato,

ma in questo denso buio,

mi sospingano le tue mani di mamma.

 

…Il tuo lieve e chiaro respiro

dispieghi le vele

ripiegate sotto i rami dell’Olmo.

 

Eccoti, oh mia elevata Isola –

Cuore di mamma

che salva i fiori oscurati dalla foresta.

 

Sorgi, amata! E guidami sempre!

…Tienimi per mano,

in questo folle rintocco del tempo.

 

Oltre i labirinti e le distanze,

la tua luce sia il faro

che scolpisce i cerchi sul mio cammino.

 

28.08.2018 Ciro Sorrentino



Cuor malato.

Cuor malato.

Avulsa
e agognante
tal donna,
vive all’addiaccio
ed è annoso
il suo martirio.

Bieco e gioioso
il suo cor
tutt’ altro
che civettuolo,
suvvia quanta
dedizione
nel tuo empio
ed emaciato
affetto,
eppur t’amai.

Son farraginoso
e testardo ma
quanto scalpore
per un bacio
gagliardo
è mirifico.

Nottetempo
volli sognarti
e vidi
il tuo volto,
mia donzella
era pari pari
all’opalino giallo
e poi grigio,
la tua é protervia…
null’altro
mia cara.

Vado tesoro
vacuo e folle,
il tempo non
aspetta tempo,
solo biasimi
o rimbrotti
che dire oltre
son sciatto
e inconcludente,
ma io volli amarti
a tutti i costi
ed ora il mio cor
è sopito e torvo.

Raffaele Feola Balsamo.



La fuga.

La fuga.

Aliti di brezze marine
scrosci di acque infrante
con dolcezza sui bianchi scogli,
i mormorii dei grandi gabbiani,
e le vele nel lontano azzurro
mi invogliano a fuggire,
ed io senza toglier la mie scarpe
corro veloce sulla superficie
blu del grande oceano
inseguendo la ignota linea
dell’orizzonte e dei miei sogni.

Sentori di ricche avventure e
la certezza dell’abbandono
di una miserevole vita di affanni
e fragili legami rendono
veloce e sicuro il mio passo.

E tu grande onda nascondimi
alla vista dei desideri infranti
io fuggo da essi, non porto
con me oro incenso e mirra,
son solo un triste fantoccio
assemblato con aria distratta,
neanche un sorriso è
impresso sulle mie labbra,
il tempo ha fretta,
ma ho indossato un cuore,
che seppur ferito,
lentamente batte
i ritmi della mia insensata e
ormai diafana esistenza.

Persi tutto quello che
il Signore mi donò
nel giungere in questo luogo
ma la fede e le mie creature
son i tesori che mai nessuno potrà sottrarmi poiché essi
sono avvinghiati con forza a chi darebbe la propria vita per loro
non abbandonarmi mio Signore.

Raffaele Feola Balsamo.



IL TEMPO DI NOI …

Il tempo scorre
lento e silenzioso ,
scivola lungo le mani ,
si intruffola nell’ anima
serpeggiando le ferite del cuore
di quel tempo gia trascorso
all’ ombra di un bacio
tremulo , caldo di lacrime ,
assaporo il tempo
dietro a tuoi occhi
che percorri la strada del cuore
senza fermarti un attimo ,
afferro il tempo
cosi come viene
senza rimpianti e ne colpe
perché fa parte di noi ,
il tempo di soffrire e amare ,
questo è il tempo di noi
tra sogni e speranze .
amo il tuo tempo che scorre
tra le mie braccia
e trovi il tempo per essere mia ,
occhi e pensieri si incrocciano
con il tempo che ci unisce ,
ci separa e sparisce
nel tempo infinito di un bacio ,
semplice gioia di esistere
in questo tempo che sa di noi ….

carmine16….20/08/2018



L’infame tentatore.

L’infame tentatore.

Voi possiate amar
tal nido di vipere,
e l’oscena paura
tange e attinge terrore,
abbiate fede che
lo spavento è poca cosa
e il giudizio dell’infame
dalla grande coda e dal capo
cosparso di perfidi serpi
nulla può se il suo fuoco
diviene tiepiedo,
il mio Signore è più
forte e non ha bisogno
di traghettatori, ma di Angeli
dal canto soave e dalle grandi rassicuranti ali bianche.

 

Quante parole che professo
mio Dio, che matto son certo offuscato da strani
e complicati sortilegi, ma io prego…prego affinché i miei cari abbiano ciò che spetta loro e non il trastullo di effimere godurie..

 

Ti prego mio Signore fa che ingegno e luce siano compagni fedeli del loro cammino, che io abbia ad amare con pio e doveroso silenzio come atto di fede ad un Dio che ci ama e
si unisce alle nostre preghiere.

Raffaele Feola Balsamo.

 



Tu, Signora di luce // Dalla Raccolta “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Mamma, Mamma!

Ricordi, Mamma?

Quante volte Ti chiamavo,

e cercavo le tue mani piene d’amore.

 

Tu accorrevi

e guidavi i miei passi,

tra i cumuli delle morte foglie,

così, in attesa sotto piante addormentate.

 

Sui verdi viali

eravamo noi soli,

tra le aurore e i tramonti,

nei giorni che rincorrono le notti.

 

Da allora, sei il Sole

che colora i miei sogni,

quando s’infiamma il silenzio

che incenerisce le voci e il canto.

 

Le tue carezze, i tuoi baci

erano premure di una Fata

che abbandonò il suo battito d’ali

per essere mia madre in questo buio tempo.

 

Tu, Signora di luce,

madre del mio viaggio,

hai rischiarato ogni confine

con i tuoi sorprendenti cerchi di Luna.

 

Sii forte, Mamma!

Resta come la quercia

che sostiene i rampicanti,

sotto il vuoto di un cielo senza fine.

 

Sarai sempre l’Ape regina

che attende tutti i suoi figli,

quando a sera tornano con i tesori

mietuti dalle corolle di variopinti fiori.

 

Oh, mia Dea,

hai riempito i calici,

spegnendo la sete nei deserti

dove le fiamme accecano la vista.

 

La tua Anima

ha disperso l’angoscia,

che avanza tra dune di sabbia,

quando si desidera fresca rugiada.

 

Tu sei sonora cascata,

e concedi amore ai fiumi,

che vanno in cerca di pace

tra scintillanti cristalli, in acque di lago.

 

Quante stagioni, Mamma!

Quante capriole di lancette

sugli scoloriti orologi della Storia,

nell’azzurro di questo spazio senza tempo.

 

Sono cresciuto all’ombra

della tua giovanile purezza,

vivendo della tua nuova saggezza,

in questo nulla che sempre sposa il tutto.

 

Sei così bella, Mamma!

 

Sulle tenebre,

là dove tutto è in nebbia,

sorgono i tuoi occhi, gli umidi soli

che danzano per dare senso al tempo.

 

Guardandoti

ho conosciuto Dio,

ho visitato le stanze segrete

di un’Anima fiorita nella Chiarità.

 

Sei l’Angelo prescelto, Mamma!

 

Sei il fiore più bello

che mai Circe e Medea

abbiano visto sbocciare

nel giardino segreto di Ecate.

 

Anche il mare

si è specchiato in Te,

ma, vergognandosi, è fuggito,

ritraendo le sue spume di serpente.

 

Sorridi, Mamma!

 

Sorridi a chi starà

come le radici alla terra,

nell’assoluta piena d’amore

che colma l’immensa vastità bruciata.

 

24.08.2018 Ciro Sorrentino