Letteratura Poeti Famosi



LA STORIA DI MARIA .

L’ immagine di una bimba
con riccioli d’ oro e occhi scuri
si staglia all’ ombra
di un vecchio melo senza rami ,
7 anni con un visino color rosa ,
piccole mani , magrolina e
scarpe grosse con lacci sciolti ,
una maglietta consumata
e una gonna stretta nera
che la faceva senbrare
una bambolina antica ,
per lei tutto era meraviglia ,
fantastico e irreale il suo sorriso
con quello sguardo di fiaba
e quella voce squillante
passava ore a leggere un vecchio libbro ,
lo stesso libbro di due anni fa .

Trecce di grano biondo al vento
scuri occhi lucidi al sole d’ estate
e un canto di ragazza in bicicletta ,
il suo snello corpo indossa una tuta blu ,
sporca e unta di grasso e olio bruciato
il viso splende di più con quelle goccioline di olio ,
chi la vede da lontano sa che è MARIA ,
la ragazzina del meccanico del paese ,
tutti la conoscono , tutti sanno la sua storia
anche le pietre della vallata sanno la storia di MARIA
che si tramanda in stagioni dopo stagioni ,
alcuni ricordano perfettamente il giorno
in cui avvolta in un lenzuolo fu abbandonata
sotto il vecchio melo del PIERO ,
un contadino senza figli con una bellissima moglie
di nome SPERANZA che appena vide
quel piccolo esserino che gli sorrideva la volle adottare .

Una trovatella cresciuta con amore ,
raggiante e bella con l’ anima piena di generosità ,
anni trascorsi tra sorrisi e morsi di fame ,
un libro vecchio come un il melo dell’ abbandono
dove il tutto erasolo sognare ad occhi aperti ,
addoloscenza spensierata tra coccole e abbracci ,
occhi neri e faccino sporco di olio di motori
il suo primo bacio con i suoi 18 anni si apriva all’ amore ,
22 primavere sono trascorsi da quando era stata trovata
adottata con amore da PIERO e SPERANZA ,
la vita di MARIA vissuta tra sogni e fiabe incantate
e che ora è lei stessa a raccontare una storia
a una piccola bambina dagli occhi neri come i suoi
e dai capelli color grano e visino raggiante ,
sua figlia che silenziosa e attenta in un assoluto silenzio
ascolta con meraviglia una storia di paese
di una neonata trovata e adottata …
la storia di MARIA …
carmine16….24/08/2017



Il Mondo.


Mondo

Sono atterrito e acuto
amor mio, sono stanco di
attendere il richiamo del cielo,
e i miei fratelli non son tali,
son solo vaghi riflessi di una
annosa voglia di poter
sorridere con loro e allontanare
l’aberrante ed eterno litigio
fra il bene ed il male.

Dimmi amore fu il caso
a concederti a me o fu
un inganno di una perfida
vendetta per un peccato
da me commesso.

Forse sono stati i miei
ostinati silenzi,
o i miei flebili abbracci,
perdonami e non
tormentarti, amare qualcuno
conduce alla solitudine,
e distrugge con ambigua
maestria ogni sentiero
che conduce alla grande
felicità. Quanto inutile
grigiore in mondo cosi’
bello, ma obsoleto e folle.

Raffaele Feola Balsamo.



La nonnina.

La nonnina.

Che tenacia straordinaria
la dolce nonnina.
Ricordo ogni mattina
ai primi palpiti di luce era
già alla fontana del paese
con i suoi variegati
abiti da lavare,
e con insperata forza
li riportava a casa
fiera di aver assolto ad un
compito cosi impellente.

Dolce era quel profumo
di pulito che ella
seminava per strada,
che dolce donna,
e tutti col cappello
nelle mani
la ossequiavano,
e le donne se
pronunciavano il suo nome
era solo per mostrarla
come buon esempio.

Che dolce donna
col sorriso perenne
dato a lei in dono
dal buon Dio…..ora
è in Paradiso ma quanta
malinconia, quanta tristezza.

Raffaele Feola Balsamo.



Cuore.

Cuore.

Cor gaudio
e pensieri gentili
ma che dir
di un misterioso
animo cosparso
di umile beltà,
suvvia sii generosa
ama tanto.

A che serve pensarci,
la vita, che vita
dolce e scanzonata,
ma il dolce sentimento
mostra e non sempre
concede e quanti
inutili rimpianti,
l’indifferente presente
schernisce il passato
e deride il futuro,
egli è l’ignobile padrone
delle nostre esistenze.

Raffaele Feola Balsamo.



Io penso…..io vorrei.

Io penso….io vorrei.

Gioia mia, ho raccolto
ciò’ che il tuo cuore
vuol donarmi,
ma troppa e l’acredine
del mio pensare.

Lascia stare,
c’è poca luce nella mia vita
la mia lampada a quattro facce
è tiepida e fa poca luce,
ma se morrò nulla ho perso,
solo l’esistenza
e non vedrò più
il volto della dama nera.

Io raccolgo fiori e terra
e non ho che vaghi ricordi
dei baci materni,
forse perchè mai ne ho avuti,
intanto scivolo
su quei gozzoviglia che
mi sono appartenuti
in gioventù senza ritegno,
ma basta rimembrare,
cose più importanti
attendono la mia anima,
fuggirò una notte di questa,
lontano….
e solo il mio cuore
saprà dove andrò.

Si sono felice,
le stelle arroccate
su un cielo immenso
rendono fertile il mio dire,
ma tu non seguirmi,
non capiresti il mio
è solo un miracolo
e si vive in solitudine,
poi finalmente
l’agognata felicità.

Raffaele Feola Balsamo.



Il Commiato.

Il commiato.

Amore ammorbante,
bivacca
nel mio cuore
e non assillare,
sono affranto
e logoro,
è l’ora dell’addio
e non affliggere.

Sono un miscuglio
di rabbia e livore,
son fatuo e crudele,
ma non posso
ghermirti,
anche se mi tradisti
sono inerme
e disarmato
nell’osservare
i tuoi occhi
azzurri come
il cielo più blu.

Quanto mormorio
inutile nottempo,
udivo e codividevo
le tue parole,
mentre perdevo
di vivacità
e perspicacia,
che fine mesta per
un amore idilliaco.

Raffaele Feola Balsamo.