Letteratura Poeti Famosi



Il limite.

giamacista

Quando accade
più nulla sostengo
neppure per un limite,
e non c’è interesse
nel parlare delle ore,
calmi nell’anima
nell’amore che non ha idee.
Le tue maniere
nuoti nel mare
così mi è successo
di parlare troppo,
perchè l’amore
non si è arreso
sintonia nei giorni tristi,
il mio dispetto privo
la menzogna,
la paura della città
mi ha reso debole umile
finchè non capirò.



Sono e ansimo di vita e speranze.

Feola Raffaele


Sono e ansimo di vita e speranze.

Venti furenti e nubi costellate
di pane raffermo
solleticano fantasie e languori
di giorni e giorni fa,
ma come posso saziare
un cuore assetato
di vecchi appetiti ed ora..
ora che non resta che
ingurgitare reflui timori,
ansie e attese
di nuove fioriture
che mai giungeranno.

Abbracciami vita,
la folle eterna domanda,
essere o non essere
non mi lascia scampo,
sono ed ebbi ciò
che volle il buon Dio
bocca che respira,
occhi che vedono,
orecchie che ascoltano,
mani devote che
nel congiungersi
invocano e pregano,
per disertare il
viaggio nel luogo
caldo e sontuoso condotto
dal perfido Caronte.

Raffaele Feola.



I cacciatori.

giamacista

Tu non conoscevi il motivo
della visita la fuori i cacciatori
trovarono rifugio sognano intanto
il loro rientro in patria.

Guardano le donne
con aria affaticata piena di mistero,
siano loro lodati se si può dire
osservate come fumano molto.

Nei loro sguardi
l’inverno freddo la follia
si rallegrano nella festa del paese
sono felici meditano.



Il sogno.

giamacista

Muore il sogno
ma non l’ideale,
forse la sorpresa
aumenta e si definisce,
intorno silenzio,
il nostro vivere
procede bene
migliora,
e nel minuto del dolore
non resta niente,
solo nel ricordo
dell’apparenza,
ma vive per ora
nell’attesa di una risposta.



Ho sognato il mio Signore.

Feola Raffaele


Ho sognato il mio Signore

Che sogno triste per me
questa notte,
vagavo veloce su
per sentieri e valli,
e nubi oscure adagiavano
feroci contese angosciose
nei miei pensieri.

Incespicavo di tanto in tanto,
su un cammino cosparso
di croci e chiodi e punte di lance,
unte di rosse macchie cosparse
di lontane sofferenze.

Poi mi genuflettevo
in attesa di una vana indulgenza,
fui e son stato complice di un
abietto godere
poiché non pronunciai parole
nel biasimare l’ignobile
peccato di turpe violenza
perpetrato nei Tuoi riguardi
mio Signore.

A nulla hanno potuto
le calde lacrime di una mamma
che di mamma fece un figlio,
deriso e deriso in una abbietta
esecuzione di un inutile martirio.

Di un non Uomo che
nulla ebbe e tanto offrì,
donò vita e creato,
e subì croci e vilipendi
e vessatorie corone,
il giorno della Tua resurrezione
sta di nuovo giungendo
che sia… che sia finalmente d’auspicio
e che cessino i Tuoi
e i nostri ingiusti supplizi.

Raffaele Feola.



La verità e la vita.

Feola Raffaele


Le verità e la vita

Mio Signore
l’aria e il respiro
son d’accordo,
si avvicendano
primavere ed estati,
autunni ed inverni,
condiscendi si alternano
ed io non ebbi a capire
che la vita è vita,
e si muore senza sapere
il perché e il quando.

Dai vita non nascondere
verità e bugie,
siam consapevoli,
fermeremo il tempo
con la bandiera bianca,
fui e non son che vittima.

Certo che cambierò
non son ingordo
che vuoi che sia,
il desiderio è sveglio
ma son brillo e folle
non m’accorgo e va bene,
ti amo e per sempre,
ma sia che sia il tuo affetto,
non importa.

Raffaele Feola.