Letteratura Poeti Famosi



LA TUA MITE DOLCEZZA

Tu accendi la vertigine della pace

e doni immensa gioia

a chi sente il tuo sangue nel suo cuore.

 

Ogni notte il tuo illuminato sorriso

giunge come una meteora

e sparge rossi bagliori sulle balze del silenzio.

 

Tu sei l’angelo che lascia bricioli d’oro

sulle ali della solitudine

in chi fugge l’insensatezza del mondo.

 

Nella tua elettrica e graffiante scia

si accendono palloncini

come stelle in attesa dei respiri delle foglie di Luna.

 

La tua parabola è un anello di fuoco

in cui annegano i sogni furiosi

che scuotono ogni sinistra e velenosa realtà.

 

Ogni notte il tuo acceso sorriso

sfreccia nel cielo

come una spada che taglia le ombre del tempo.

 

Nelle oscure gallerie di questa vita

Tu fai scorrere un fiume d’amore

e le luci che spengono le terrificanti illusioni.

 

Così allieti i sogni delle nere notti

e ad ogni nuova alba

con il tuo cielo di Sole spingi nel volo degli uccelli.

 

21.10.2019 Ciro Sorrentino

 

Dedicata a mia zia Angela

 



NEL GUSCIO DI UNA CONCHIGLIA

Scegli la tua foto più bella.
No, non quella,
né questa, né quell’altra.

Scegli il viso,
e gli occhi innocenti
che questa vita ha tradito.

Ti ricordo sai?
Ti ricordo negli occhi
che ti fanno bella come una stella.

Quanti anni sono trascorsi?
Forse tanti, troppi
o forse nemmeno uno.

No, mia amata zia,
il tempo non esiste,
è solo una vuota conchiglia.

…Tu cavalcavi la vita
nella tua giovane forza,
io ti guardavo sempre sorpreso.

Non disperarti per i sogni andati,
non abbassare lo sguardo,
non piangere oltre.

Raccogli l’ultima lacrima,
fissa quella goccia di sale
e tienila sul palmo della mano.

Guarda con attenzione.
Cosa vedi in quella sfera?
Guarda con gioia, in mite silenzio!

Vedrai un arcobaleno.
Resta così in quelle luci
che sanno di amabile malinconia…

Fermati un attimo!

Ora vola in quei colori
che si stendono ad arco
nello smisurato azzurro del cielo.

Guarda ancora quella lacrima.
Vedrai cavalli bianchi
in corsa tra rigogliose praterie.

Tu aspetta! Solo un attimo!

Arriverà per Te
il più veloce destriero
e dispiegherà le ali all’infinito.

Ti porterà là dove vuoi…

Sulla riva di un lago
dove i fiori risplendono
nella luce di una vivida fiamma.

…Lassù il tempo non esiste,
non esistono porte –
gli spazi sono giardini di fiori.

Sopra di Te brilleranno più soli
e toccherai i pianeti
colorati dalle tue mani d’amore.

Balla ora… Canta e non fermarti.

Alza le tue mani al cielo –
Accogli quella farfalla,
e guarda bene i suoi battiti.

Chi pensi che sia?
Sei semplicemente Tu,
nella tua luminosa bellezza.

Sorridi, sorridi sempre.
La tua anima è così pura
in questa oscura vita che stringe.

Vola con la mente
in altre terre lontane
dove Ti aspettano nuove vite.

Non restare nel silenzio –
Vinci le ombre che coprono
i nidi dove stanchi cadono gli uccelli.

Sorridi, sorridi sempre.
Sorridi e cerca la tua anima
tra le morte foglie e i fiori appassiti.

Cercala tra i fili d’erba
nel mare di petali rosa,
tra nuove albe e rossi tramonti.

Non cedere mai, e cerca.

Cerca in quella conchiglia
abbandonata sulla riva,
cerca nel sorriso della solitaria luna.

Ascolta la voce del vento e cerca…

16.10.2019 Ciro Sorrentino

Dedicata a mia zia Lina



Vivi con me questo tempo

Siamo lucciole sperdute
nelle distanze
che segnano i cieli infiniti
e le morte polveri di questa terra.

Così inizia il lungo viaggio
che dall’immenso
destina ogni anima
nei limiti delle umane sembianze.

Sfumature olivastre
si accompagnano al bianco
e il rosa colora il nero
nell’incerta notte delle stelle.

Ah, bianca luna,
sorridi nel fitto silenzio
che brucia i pensieri,
illumina le foglie della nera foresta.

Tu regina del cielo,
disperdi la foschia
che accerchia gli uomini
prigionieri di un misero corpo.

Ma chi c’è dietro quel velo
di umida carne?
Ossa, sangue?
Un cuore che trema e palpita?

Il tuo e il mio pensiero,
le nostre anime
sorridono
scuotendo il sonno dei sensi.

Dammi la mano!
Che sia livida o rosea
non importa, dammi la mano.
Andiamo insieme, lontano.

Vivi con me questo tempo.
Sostiamo nel giardino
delle più leggere farfalle
che cercano lo stesso polline.

Seguimi!
Perché io seguirò Te.
E finché sentiremo la voce
di Dio
staremo insieme, per sempre.

14/10/2019 Ciro Sorrentino

Dedicata a mia zia Lina

 



MA TU CHE VORRESTI ? . ( TRA IL DIRE E IL FARE )

( Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare recita un vecchio proverbio popolare che significa che a volte si ha tendenza a parlare molto senza costrutto ovvero a fare promesse che poi, si sa, non vengono mantenute. I latini sintetizzavano il concetto in un Aliud est dicere, aliud est facere – Altro è dire altro è fare. Il rapporto tra parola e azione è stato sempre oggetto di attento studio. )

MA TU CHE VORRESTI ? .

( TRA IL DIRE E IL FARE )

Ma tu che vorresti?

Essere il posto in cui ti rifugi

quando hai bisogno di un po’ di favola

adesso è il momento che tutto scolora ,

questo colore di adesso

me lo spiego con il sole

che non vuole andare a dormire

oppure con la sera che viene

e ho voglia di amarti ,

Ma tu che vorresti?

Essere al posto di un lenzuolo stropicciato ,

con uno scontrino sul tavolo ;

ho in un angolo di strada

per un saluto frettoloso ,

e l’impressione di gente attorno ,

qualcosa che non cogli ,

non riconosci e non sai capire.

Ma si chiama ““ ultima volta , “”

ma non si presenta mai con il suo vero nome.

Ma tu che vorresti?

Ho come l’impressione che non sia un’impressione ,

ma la cosa che in assoluto mi mette più in crisi

è quando sulla lettera c’è scritto

“” da assumere a stomaco vuoto “”

e trovi lì , tra il dire e il fare ,

in mezzo al mare .

Il mio camper

è in montagna , al mare , al lago ,

in riva all’oceano e quando mi stanco ,

mi sposto un poco , il minimo indispensabile.

Ma tu che vorresti?

Ho dormito in un granaio ,

nello stesso posto poco distante nel forno del paese

mentre tu ti sforzi di capire cosa stai provando ,

ma già non lo provi più ,

è un po’ così che ci si perde , “”credo . “”

io certe volte mi manco così tanto

che ho paura di non essermi

mai incontrato in realtà .

Ma tu che vorresti?

La miglior cosa del futuro

è che arriva un giorno alla volta

a vele spiegate senza vento

verso il niente , dove il niente non c’ è

a volte te lo dico con un dito nel naso

e con un panino intero in bocca ,

In quel caso , “” forse . “”

o faresti pure te .

Ma tu che vorresti?

Ho già voglia di fare colazione ,

da grande mi dicevo

credo che farò il giardiniere

quello che nei giardini raccoglie

le foglie morte per

poi dire loro che è tutta un’illusione

e che poi torneranno a vivere ,

che passa , che tutto passa

e quando passa tu non sei più tu ma passa ,

scusa ma le matite spezzate colorano ancora ? …

carmine16….08/10/20



La corsia e l’ospedale.

La corsia e l’ospedale.

 

Quanto lungo è il corridoio
della sofferenza,
alla fine della dolente corsia
una piccola statua di
una dolce Madonna con in seno
il Piccolo Gesù,
e quanti fiori,
alcuni di plastica,
altri dalla fresca fragranza
come a voler esorcizzare
dolori e paure del donatore.

 

Tutto ciò mi rende vile
e crucciato per ciò
che soffro,
e rende la mia anima
ed il cuore freddo
e mortificato,
e spingono folli lacrime
sul mio volto perchè
mi compiango ed il mio
sudario non è più tale,
sono fra i fortunati
che ancora riconoscono
il sobrio sapore della vita
e dei suoi trastulli
inutili ed effimeri,
si la vita ed il dolore.

 

Giunge la sera, la mia sera,
dal mio letto odo
lamenti e preghiere,
Signore fa che il mio amore
per l’umanità sia simile
a quello dei miei cari,
e che la mia empietà
svanisca nel nulla, poichè
paura ansia mi tormentano.

 

Ti prego parlami di serenità
e del tuo mondo, ho
desiderio di nuove speranze,
e fa’che la mia sofferenza
sia tenue e silenziosa.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



Il tuo volto di pietra rosa.

Il tuo volto di pietra rosa.

 

Magico e impossibile il
tuo volto di pietra rosa,
e quanti luccichii dai tuoi
occhi ma non sono lacrime,
sono riflessi d’argento e
le tue lusinghe lascive
raccontano di un sogno
mai avvenuto e vissuto.

 

Dolcissima e tenue quella
mano che osò accarezzarmi
il volto, e quanto amore
in quel gesto, mio Dio,
quanto l’amo e che incanto
senza fine nello stringerti a me.

 

Raffaele Feola Balsamo.