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Letteratura Poeti Famosi



Frasi vuote e amare.

Frasi vuote e amare.

Cuor mio or che tu sprigioni
spine e dolori con stridenti
suoni e malevoli intenzioni,
ti prego arridi alla mia anima
con rigoglioso sospirare
e gentili promesse, son morto,
ma il triste novembre presto
giungerà, ahimè che dolore
dovro’ascoltare false e laconiche
parole di affetto da chi avrebbe
dovuto pronunciarle per me vivo
e ricettivo, ma ora non lo sono più.

Ora son sereno, non vedo
più il buio e la luce,
l’odio e l’amore,
la guerra e la pace,
e i mei compagni di sventura hanno
gli occhi chiusi e con le bocche
silenziose parlano e raccontano
della loro vita vissuta
dei suoi tradimenti, dei falsi amori,
delle belve voraci e dei loro
malevoli appetiti, cosparsi di avide
e inutili arrembaggi al temporaneo
benessere, ma la morte
è l’orrido incorruttibile giudice.

Raffaele Feola Balsamo.



Affetto…quello vero..

Dedicato a te mio caro fratello Ciro Sorrentino.
Non so se e’ arrivato per me il momento di andare via, comunque sappi che tu sei stato e sei la persona piu’vera e che ho stimato di piu’con altri tuoi colleghi
come la dott.ssa de Rosis,Ava Gardner, e altri.
Io sono certo di aver commesso errori…offese…ma i miei 70 anni
non mi hanno aiutato affatto, neppute il mio modesto titolo di studio ( 3″ media ).
Ti saluto con il solito grande affetto e mi auguro un a presto risentirci su queste belle pagine.
Ciao e buona vita doc.
Raffaele Feola Balsamo.



Un saluto carissimo ai poeti del sito.



Pace.

Pace.

Indegno strazio è la feccia
che il vento rintuzza e spande
dai seguaci di un’orrida setta
di ignobili guerrieri portatori
di morte e dolore e lutti.

Sangue a rivoli e l’ignobile
gioisce dei dolori degli esseri
indifesi e dolenti, tremanti
e orgogliosi, ma pur sempre
ricchi di vibrante amor di Patria.

Che un dono dal cielo giunga
a rallegrare la nostra vita
e ponga fine ai tormenti, e renda
più felice un mondo iniquo
come il buon Dio recrimina.

Che il bifolco si ravveda e pianga
lacrime di pentimento e si strugga
del martirio di indifesi bimbi
e donne e anziani, che germogli
solo sentimenti di una attesa pace.

Raffaele Feola Balsamo.



Aria.

Aria.

Aliti di un vento strano e dolce
sorvola un’erta collina,
io la percorro con passo
lento e stranito,
e di li scappa un volatile,
e le fronde si flettono,
l’albero tende le sue braccia come
a volermi abbracciare,
ma si ritrae temendo
il mio fare inquieto.

Una voce sonante e affranta
urla un grido scorato
invocando il nome di un Dio
che non vuole,
i Suoi silenzi colpiscono
 e fanno male,
Egli è stanco,
ma non corro via,
la mia è una cella
senza muri e senza porte,
ma son prigioniero,
ed esecro vita e morte
e non mi è dato di sapere
il giorno in cui
i fratelli ameranno i fratelli,
il cielo carezzerà
con diletto il mare,
e il sole spingerà
lontano i geli del cuore.

Raffaele Feola Balsamo.



Che strano sogno.

Che strano sogno.

Non so dove ebbe inizio
l’impalpabile sogno,
ma racconto svanito e confuso
ciò che mi parve un addio,
ma tale certo non fu.

Una grande luce tonda,
e di più piccole
le giravano intorno,
e strani esseri dal volto celato
e ricoperti di lunghe vesti,
di un verde simile
ai più bei prati di una radiosa
e florida primavera,
le loro mani mi accarezzavano
febbrili e ansiose
come a voler cercare la mia,
non certo morigerata anima.

Poi tutto ebbe fine
col brusco e doloroso risveglio,
il sogno svanì e con esso
la speranza di esser
giunto nella nuova terra,
tempo al tempo mi dissi,
coglierò l’attimo fuggente
e potrò finalmente vivere.

Raffaele Feola Balsamo.