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Letteratura Poeti Famosi



L’Afflizione

L’Afflizione.

Che afflizione
questo Paradiso,
ho speso l’intera
esistenza per esso,
ho visto fuggire
anni e stagioni,
ma non ho capito
quanto dolore
bisogna consentire
per giungervi.

Dai son stanco,
amo tutti e tutto
qualche volta
persino me,
ma a volte penso
che mi basti il Purgatorio,
ho da espiare
ma non posso
più attendere oltre,
son tanto stanco.

Raffaele Feola Balsamo.



Dimmi perchè.

 

Dimmi perchè.

Con vezzi e fantasia ti lusingo
amor mio, ma i tuoi gioiosi
e falsi desideri non deliziano
il mio cuore triste e innamorato.

Chiedo aiuto al cielo e quanti
angeli dai canti superbi e con grandi
arpe svolazzano sul freddo inverno
da me celato nel mio cuore.

Che scomoda vecchiezza la mia,
ombrosa e senza scampo,
la mia anima adesca e scompone,
ma mai ebbi a capirne il perchè.

Orsù mia adorata sii pietosa,
che dalla tua bocca esca il perchè
del tuo inganno, che con superba
vanità rubasti al mio sogno d’amore.

Raffaele Feola Balsamo.



Un brutto sogno

Ora sembra solo un brutto sogno
Ricordo il respiro affannoso nel silenzio della stanza
mille pensieri e nessuno correvano nella mente
solo una grande, profonda paura
le mani, le gambe tremavano e il cuore
suonava velocemente lo scandire del tempo
che non passava mai.
Affronterei mille draghi, mille malfattori
sicuro di vincere senza paura
ma lei non la posso affrontare
se non sicuro di perdere ancora una volta.
Ogni parola scritta o detta è risuonata mille volte
nella mente, non poteva diventare un ricordo
non potevo sopportare tutto questo,
cavaliere con una solida armatura,
impedito a combattere
destinato a guardare inerme
lo scorrere inesorabile degli eventi.
Avrei voluto correre da te urlare
darti il cuore e l’anima e invece
potevo solo guardare il mio tormento
Quanto può essere lungo il tempo dell’attesa
e veloce il tempo della gioia
Poi un suono, tremante,
guardo e vedo
il sole risplendere,
la notte era sconfitta
ancora una volta.
jo


LA STORIA DI MARIA .

L’ immagine di una bimba
con riccioli d’ oro e occhi scuri
si staglia all’ ombra
di un vecchio melo senza rami ,
7 anni con un visino color rosa ,
piccole mani , magrolina e
scarpe grosse con lacci sciolti ,
una maglietta consumata
e una gonna stretta nera
che la faceva senbrare
una bambolina antica ,
per lei tutto era meraviglia ,
fantastico e irreale il suo sorriso
con quello sguardo di fiaba
e quella voce squillante
passava ore a leggere un vecchio libbro ,
lo stesso libbro di due anni fa .

Trecce di grano biondo al vento
scuri occhi lucidi al sole d’ estate
e un canto di ragazza in bicicletta ,
il suo snello corpo indossa una tuta blu ,
sporca e unta di grasso e olio bruciato
il viso splende di più con quelle goccioline di olio ,
chi la vede da lontano sa che è MARIA ,
la ragazzina del meccanico del paese ,
tutti la conoscono , tutti sanno la sua storia
anche le pietre della vallata sanno la storia di MARIA
che si tramanda in stagioni dopo stagioni ,
alcuni ricordano perfettamente il giorno
in cui avvolta in un lenzuolo fu abbandonata
sotto il vecchio melo del PIERO ,
un contadino senza figli con una bellissima moglie
di nome SPERANZA che appena vide
quel piccolo esserino che gli sorrideva la volle adottare .

Una trovatella cresciuta con amore ,
raggiante e bella con l’ anima piena di generosità ,
anni trascorsi tra sorrisi e morsi di fame ,
un libro vecchio come un il melo dell’ abbandono
dove il tutto erasolo sognare ad occhi aperti ,
addoloscenza spensierata tra coccole e abbracci ,
occhi neri e faccino sporco di olio di motori
il suo primo bacio con i suoi 18 anni si apriva all’ amore ,
22 primavere sono trascorsi da quando era stata trovata
adottata con amore da PIERO e SPERANZA ,
la vita di MARIA vissuta tra sogni e fiabe incantate
e che ora è lei stessa a raccontare una storia
a una piccola bambina dagli occhi neri come i suoi
e dai capelli color grano e visino raggiante ,
sua figlia che silenziosa e attenta in un assoluto silenzio
ascolta con meraviglia una storia di paese
di una neonata trovata e adottata …
la storia di MARIA …
carmine16….24/08/2017



Il Mondo.


Mondo

Sono atterrito e acuto
amor mio, sono stanco di
attendere il richiamo del cielo,
e i miei fratelli non son tali,
son solo vaghi riflessi di una
annosa voglia di poter
sorridere con loro e allontanare
l’aberrante ed eterno litigio
fra il bene ed il male.

Dimmi amore fu il caso
a concederti a me o fu
un inganno di una perfida
vendetta per un peccato
da me commesso.

Forse sono stati i miei
ostinati silenzi,
o i miei flebili abbracci,
perdonami e non
tormentarti, amare qualcuno
conduce alla solitudine,
e distrugge con ambigua
maestria ogni sentiero
che conduce alla grande
felicità. Quanto inutile
grigiore in mondo cosi’
bello, ma obsoleto e folle.

Raffaele Feola Balsamo.



La nonnina.

La nonnina.

Che tenacia straordinaria
la dolce nonnina.
Ricordo ogni mattina
ai primi palpiti di luce era
già alla fontana del paese
con i suoi variegati
abiti da lavare,
e con insperata forza
li riportava a casa
fiera di aver assolto ad un
compito cosi impellente.

Dolce era quel profumo
di pulito che ella
seminava per strada,
che dolce donna,
e tutti col cappello
nelle mani
la ossequiavano,
e le donne se
pronunciavano il suo nome
era solo per mostrarla
come buon esempio.

Che dolce donna
col sorriso perenne
dato a lei in dono
dal buon Dio…..ora
è in Paradiso ma quanta
malinconia, quanta tristezza.

Raffaele Feola Balsamo.