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Letteratura Poeti Famosi



La grande stagione, adesso.

 

La grande stagione, adesso.

La grande stagione
E’ finita proprio adesso
Ma non e’ mai tramontata
Cio’ e’ una invenzione
Del cuore solo del cuore,
Il cielo ha colori
Brillanti e rilucenti
Visibili solo con il gusto
Del paradosso e seguita con occhio
Attento e con la razionalità
Della vita senza respiri.

Hanno sapore antico
I nostri sensi
Antico e sempre uguale
Compresi miracoli,
Che ottusa idea essere prigionieri
Di un’anima vitale e pazza,
Ha capovolto la realtà
Costipata di geometrie fasulle
La trappola del credere
E’ permeata del falso
E azzardato.

E io soffro, tu soffri, noi soffriamo,
Riconosciamoci una strana
Originalità molto singolare
E personale non lasciamoci
Trasportare e molliamo
Il gioco poco serio,
E facciamoci male molto male
Crediamo pure di essere ancora vivi,
Ciao amici miei siate forti e siate felici.

Raffaele Feola.

 



La porta dell’amore.

La porta dell’amore.

 

Torna a bussare con piu’

coraggio alla porta dell’amore,

noi siamo muti servitori

della nostra esistenza e dei

suoi forsennati capricci.

Liberiamoci dell’ottusa

rassegnazione di essere sempre 

secondi a qualcuno

o qualcosa nella vita.

Cerchiamo la liberta’ celebrale

e affettiva, la magia che ci

permette una visione di nuove

e fin’ora celate intuizioni,

che ci conducono in un mondo

di rara e dolce fantasia.

La nostra realta’ ci permette

di osservare la vita con la coda

dell’occhio, ma cosi’ sfuggono

le conturbanti vibrazioni di un

cuore carico d’amore,

alimentando solo silenzio

e solitudine dove luce e buio

si alternano senza soste.

La spiritualita’ che emana

un sogno d’amore ci conduce

in un’arena dove due anime

ingaggiano una dura lotta

contro la prigionia della mente

e dei tabu’ di esseri privi

di ogni capacita’ di avvicinarsi

e raccontarsi e parlare

finalmente di quel misterioso,

emblematico ” AMORE ” che

affligge ed esalta l’animo umano.

 

Raffaele Feola.

 



La vita o la morte, chissa’.

 

La vita o la morte, chissa’.

 

Tal buio mi incute timore,

chiare divengono le oscure nubi

e la folle mia anima turba

il mio cuore e fugge fra oscuri boschi

regno di perverse fattucchiere,

ma non temo cio’ che accadra’,

son solo un inerme essere

debole e affamato

di un po’ coraggio.

 

Non mi spaventa il mio

ingrato destino

e’ cio’ che vien giu’

da questa strana pioggia

amabili promesse,

ma son false

da cui traspare cio’ che

l’uomo inetto e passivo

spera in un abbraccio fraterno

e la parola pace,

son rimasto con gli occhi umidi

e col sapor

di labbra amaro,

tu donna del mio cuore

che senza te non vivrei

che un sol attimo,

mi porgi cio’ che non merito,

e il tardivo mio amore

mi spezza il cuore

e sol la tua virtu’

di bonta’ mi permette

di ripensare a cio’ che

dovevo e mai ho fatto.

 

Rifiutare la vita e rinascere

quando il buon Dio

avrebbe capito e perfezionato

quest’uomo dalle puerili

arguzie, ma son felice che cio’

che non meritavo ho avuto,

la morte e’ un dono

che appartiene a tutti,

e se me la donerai

io ti saro’ grato

e il mio amore diverra’

per te indissolubile

ed eterno, morro’,

forse no, forse si,

ma sempre ti amero’.

 

Raffaele Feola.

 

 



Tanto, molto, folle silenzio.

 

 

Tanto, molto, folle silenzio.

 

Quanto silenzio
nella mia vita
sono senza parole
e senza sbuffo
tanto ho urlato
e adesso son fiacco.

 

Non mi pretendere
io non ti amo,
il vento e’ fermo
e l’acqua non
macina piu’,
basta inviare
malinconie
pianti
sussurri
preghiere.

 

Sono in fuga
ma i rimpianti
mi rincorrono
e odo musica triste
dalla tua bocca,
il mondo e’cambiato
l’uomo l’ha ucciso
non posso piu’ appetire
il tuo spasimare.

 

E’ una pazzia
ma non posso piu’
sono atteso da
chi non perdona
e a nulla e’ servito
che tu, noi abbiamo
tanto pianto, senza
autostima e con
fervore, i nostri cuori
 sono silenziosi
e rassegnati, ora resta solo
oblio e null’altro.

 

Raffaele Feola.

 



Che sara’ di noi.

Che sara’ di noi.

Che sara’ di noi nel mentre
la vita sfugge silenziosa
mille voci, mille sussurri,
quante lacrime e quante
speranze nel voler giungere
nella introvabile e misteriosa
eternita’, ma esite davvero?

Voi miei cari e falsi amici
siete ladri di esistenze,
siete scomposti nel mostrare
amore, siete folli e perversi,
latenti e dolosi nei vostri
abbracci, rinuncio alla vita per
voi insulsi amanti dell’effimero.

Il cielo e’ ricoperto di infiniti storni di volatili in veste regale   voleranno sul mio cielo costellandolo di gioie
e un gran numero di delizie,
che dire perdero’ il senno
ma che importa io non posso perdonare l’imperdonabile.

Addio irreale esistenza ricca
di tutto e niente, di fede e non,
io vorrei celebrare l’esecrabile
destino tanto contraffatto quanto
famelico, ma forse e’ una dolce
bugia per alleviare la morte
del cuore e la fuga dell’anima.

Raffaele Feola.

 

 



Dolcezza.

 

Dolcezza.

 

La tua dolcezza e’ confusa con tanta
sensibilità e un gran desiderio di silenzio,
sei una tempesta di sole, il cielo
con fare inquietante vorrebbe fermare
la tua esuberanza col sottrarti al tempo.

 

Fermare la tua ricerca del perduto amore,
ma nulla puo’ il sordido destino avido
e inclemente spegnere la fiamma che
ancora arde in te su quella tua consunta
candela che irrita ogni ricerca di vita felice.

 

Ma nulla puo’ contro la tua anima vivace
e luminosa, decisa e dominatrice ricca
di maestria nel mentre strane e sapienti
metamorfosi spingono con forti soffi
le nuvole ostili e poi finalmente la pace,
la speranza e il surreale strano silenzio.

 

Diviene la realtà dell’inconscio senza
tempeste delle odiose minacce di un
orologio senza tempo e le sue lancette
son ferme, sono la sconfitta della morte
e della sua inappagabile cupidigia,
il bene vince sempre sul male e nulla puo’
contro il volere del grande Signore, morte
rimarrai sempre ma dopo un altra vita ne
prende’ il posto piu’ forte e ancora piu’ forte.

 

Raffaele Feola.