Letteratura Poeti Famosi



ANGELA …

Non passa un giorno senza potermi non voltarmi indietro …
dove affondo con rabbia le mie dita tra i ricordi del suo
amore che in modo viscerale mi distrugge e mi annula …
… di quello amore che mai più potrò riabbracciare …
e al quale chiedo scusa … “” per ogni mio errore … “”
per il quale vorrei riviverlo di più …
reinventarlo di nuovo sin dal principio …
ricordare il luogo del tempo e il modo
in cui gli dissi “” Ti amo “”
per il quale rinunciò a tutto ciò che aveva …
e per il quale piangeva un’infinità di volte …al buio …
e anche mentre sorrideva ,
la sua anima non smetteva di sanguinare
per questo suo desiderio di essere chiamata mamma
“” Mamma “”che mai più sentirà chiamarsi …
Amore perduto troppo presto ….
non passa un attimo per non pensare e piangere …
dove le parole a domande non hanno risposte …
giorni vuoti e solitudine fisso negli occhi
a ripensare e a ripensare guardando una foto …
indescrivibilmente viva ma splendente nel suo sorriso ….
carezze che non sento più sul viso …
aliti di respiri che davano speranze alla mia vita …
danzano silenziosi i movimenti dei giorni trascorsi
ma restano invisibile i suoi occhi nel cuore
come questa solitudine che opprime e uccide l’ anima …..

carmine16…..18/01/2019



NON ODIO , MA PIETA’ !( NEL GIORNO DELLA MEMORIA )

Non odio ,ma pietà !
Gli occhi brillano
di lacrime strane ,
sembrano parole sospese ,
mute , silenziose e leggere
si alzano in un cielo nero ….
Non odio , ma pietà !
Le mani tremano
ma non hanno paura ,
sembrano rami recisi
da un albero senza foglie
che una vampata di fuoco brucia .

Non odio . Ma pietà !
sono solo numeri nudi
come vermi strisciano su se stessi ,
una nenia di preghiera
risuona da più voce
invocando un DIO non presente
ma ben rinchiuso nei loro cuori ….

carmine16 —-23/01/2019



Brandelli di vita.

Brandelli di vita.

Vige il timore di una ancestrale paura verso la morte,
ma non è il trapasso in quanto tale che incute timore,
è la perdita di rivendicare ciò che solo lei ne dispone,
e l’uomo rivendica il suo immeritato diritto di temere
e dominare il turbamento che ci angoscia e svigorisce.

L’uomo possiede il pregio della paura,ma anche quello
della verità seppure limitata, nondimeno la sua altera
villania ne inibisce ciò che di dolce il suo cuore elabora.

Come pupazzi siamo sbalestrati da un giudizio all’altro
e il soccorso di brandelli di letizia racimolati un po’qua
e un po là in un tempo lontano non è veritiero, è falso.

Mi demoralizzo inquieto e metto insieme le varie idee,
sono isteriliti e inutili ed è imponente la mia agitazione.

Io sono eternamente confuso e non comprendo la mia
emozione, mi sento libero da invisibili catene, ma il loro
peso insopportabile resterà impresso per quello che mi
resta da vivere, nella parte peggiore del mio cuore con
tutto il suo freddo metallo e le sue commozioni e sogni.

Raffaele Feola Balsamo.



Cuore matto.

Cuore matto.

Ardito e molesto tal core,
come un fiore senza aroma
e privo di colore,
ne voce ne bellezza
e solo con uno sbiadito
mostrarsi par dire
ciò che nulla può raccontare
col solo uggioso silenzio.

L’amor privo della parola
e solo oblio e brividi sommessi,
ma appare solare
quello che l’anima
obbliga a tal cuore 
di udire con brioso interesse
i versi di una poesia soave
e tutt’altro che frivola.

E quanti battiti frenetici
escono da un petto
tutt’altro che rassegnato,
l’attesa è spasmodica,
poi il fiore germoglia
di un rosso porporino e
i miei versi appaiono creativi
e intonano inni d’amore.

Raffaele Feola Balsamo.



Cuore ribelle.

 

Cuore ribelle.

Strani brividi nella mia stolta mente,
e privo di pensieri stimolo sprezzante
l’ambizione di sontuosi sogni lungo il
cammino di una impervia vita fatta di
suppliche e smanie, e squallide recite.

Chi può sapere i propositi del buon Dio,
io ho varcato il limite del mio sapere e son
pieno di ansie e son teso e vigile, e quanta
alterigia ha il mio ribelle cuore che
di nascosto trama e induce al male.

Inopportuno e inconscio il rifiuto alla vita,
poi finalmente i suscettibili ostacoli
alla felicità svaniscono e l’esistenza mi pare
meno incostante e ricca di dolci e forti fluidi,
ed il piacere diventa mirabile e magico.

Raffaele Feola Balsamo.



I FIORI IN ANGOLI PERFETTI dalla raccolta “A Sylvia Plath”

Le ombre delle tenebre
solcano il fiume
sospeso nell’afa di strane luci.

Fra nodi di stillanti foglie
e secchi arbusti
si vedono taglienti scogli.

Le reti dei pescatori
si richiudono –
altri pesci sono rimasti impigliati.

Solo gli uccelli acquatici
andranno al lago
che riflette il cielo dove Tu regni.

Presto il tuo perfetto amore
aprirà i nastri di fango
schierando i fiori ad angoli perfetti.

11.01.2019 Ciro Sorrentino