Letteratura Poeti Famosi



Un addio fra mille sogni.

 

Un addio fra mille sogni.

 

Disteso nei mille e piu’ sogni che mi opprimono addolcisco il tuo tormento con la tenera luna che ruffiana si intromette nei nostri cuori silenziosi e dediti alla raccolta di mille e piu’ rievocazioni.

 

Hai un volto che tace e attende sorniona la fine di una esistenza che tanto ebbe a donarti affetto e carezze per te e il mare sconvolto spinge a riva cio’ che vide, i nostri abbracci e il tepore di una eterna primavera, poi l’ultima marea porta a riva la fine di una passione, vecchi sprazzi d’amore e tante poesie d’amore che il mio cuore scrisse per chi ha fermato per sempre la mia anima felice e intoccabile.

 

Quanta pioggia e quanta indifferenza su quel cielo
chiaro e poi oscuro e poi doloroso e inerme, io viaggio fra un cuore e l’altro ma nessuna speranza dedica pace e rassegnazione al finire di un estasi.

 

Quanta morte in una piccola e breve vita,
io soffro, ma devo perche’ e’ il mio destino e Tu Santa Madre proteggi chi mi respinse con violenza e con tanto ardore e rabbia.

 

Raffaele Feola.

 



Nadia

 

Nadia.

Che giorno strano oggi, trascura

e sottovaluta quel suono di cornamusa

che giunge da lassù, li in alto ove

giacciono angeli e aureole in attesa

che le persone dolci e buone

vi depongono il capo.

 

Qualcuno e’ giunto, Dio mio

abbi cura di colei

che amava tutto e tutti,

mai un lamento

e tanto affetto per tutti,

la mattina la sua

borsetta era colma di dolcetti

per farci felici

e guadagnarsi il nostro

grazie e un sorriso.

 

Dio mio perché porti via i pezzi

pregiati di una umanità stanca

e demotivata, non farlo e Ti Prego

sii generoso con chi non comprende

la bontà Nadia ne era la regina

assoluta di tal dono.

 

Sarai sempre nei nostri cuori,

e questa volta non e’ una frase fatta

e il cuore nostro che pronuncia per te,

stanne certa non ti dimenticheremo mai.

 

Raffaele Feola.

 



Dio mio come posso vivere senza un domani.

Dio mio come posso vivere senza un domani.

 

Mio Dio son debole e senza volonta’,
ho raccolto ombre e nuvole e ho dato
loro il tuo volto, e Ti ho eletto mio Re
e quanti sorrisi velati di lacrime e quanta
gioia sincera sgorga senza ritegno
dal mio cuore per Te, questa non e’ la fine
ma l’inizio di qualcosa di grande,
finalmente mi e’ giunta la fede.

 

Io fra poco non ci sarò piu’, Ti prego di
accogliermi ormai ho capito,
le fiamme dell’esistenza son quasi
esaurite ma terro’ per me il mio
segreto non svelerò cio’ che mi
accompagna durante il sogno
di ogni notte, quante lacrime
innaffiano la mia anima forse
morirò ancor prima che i frutti
maturi scendono dai loro alberi,
forse prima del grande freddo
o forse mai, no non puo’ essere,
non vedrò piu’ la rigogliosa primavera,
non potrò esserci, no
il mio maltrattato corpo ripete
ormai a menadito il momento
del mio sofferto ma giusto addio.

 

Raffaele Feola.

 



Scrivo ma quanto silenzio.

Scrivo ma quanto silenzio.

Mio Dio quanta malinconia
ho nel cuore,
quanti inutili dolori,
desidero solo verita’
e l’anima mia
si rallegra colpita
dalle follie
della mia gioventu’.

Con la mia avvenenza,
e perseveranza
ti seduco tesoro mio,
mentre tu fluttui
fra mille e mille
sensazioni amabili
ed inconsuete,
ti prego resta con me,
io t’amo e null’altro.

Raffaele Feola.

 



La vita o la morte, chissa’.

 

La vita o la morte, chissa’.

 

Tal buio mi incute timore, chiare divengono le oscure nubi e la folle anima mia turba il mio cuore e fugge fra oscuri boschi regno di perverse fattucchiere.

 

Ma non temo cio’che accadra’, sono solo un inerme essere debole e affamato di un po’ coraggio, non mi spaventa il mio ingrato destino ma cio’che vien giu’da questa ultima pioggia, macabre e amabili promesse,ma false da cui traspare cio’che l’uomo inetto e passivo ringhia al sol cospetto di un abbraccio fraterno
e la parola pace, son rimasto con gli occhi umidi e col sapor di labbra amaro, tu donna del mio cuore che senza te non vivrei che un sol attimo, mi porgi cio’ che non merito, e il tardivo mio amore mi spezza il cuore e sol la tua indulgente virtu’ di bonta’ mi permette di ripensare a cio’che dovevo e mai ho fatto,rifiutare la vita e rinascere quando il buon Dio avrebbe capito e perfezionato quest’uomo dalle puerili arguzie.

 

E tu donna della mia vita hai preso possesso della mia penosa malattia e curato nel possibile, ma son felice che cio’che non meritavo ho avuto, ma la morte e’il dono che appartiene a tutti, e se me la donerai io ti saro’grato e il mio amore diverra’ per te indissolubile ed eterno, morro’, forse no.

 

Raffaele Feola.

 



L’amico di infanzia.

 

L’ amico di infanzia.

 

E pur mi pare di conoscerla signore, l’infanzia e ormai lontana ma io ho gia’ visto il suo volto, eravamo piccini lei si lusingava molto della sua folta barba diceva che era gia’ pronto ad avvicinare una donna,a corteggiarla e farla sua, ora lo vedo un po’ abbattuto come mai se non sono indiscreto e ficcanaso ?

 

Perbacco ha perso tutti i capelli, la sua altezza
e pari a quella di un bimbo appena cresciuto, mi dica cosa e’ successo da bloccare tutti i suoi sviluppi, mi spiace tanto …ma quanti figli ha? Come nessuno …peccato e’ anche sterile, e sua moglie come sta? Meno male bene e fiorente soprattutto nello spirito, e’ essenziale in un buon rapporto.

 

Come non la vede da due settimane forse sara’ dai suoi genitori, no, allora? Capito dai non te la prendere son cose che succedono, poi vorrei conoscerla, siamo amici da tanti anni, certo senza frequentarci ma e’ sempre da tanto tempo che lo siamo, io che faccio? Sono felice ma non mi e’ mai cresciuta la barba porca miseria, tu però almeno quella ti e’ rimasta, e il resto che ti manca ma puoi sempre rifarti con la bocca e la tua barba, meglio quella che non aver nulla, sii felice e sereno. 

 

Raffaele Feola.