Letteratura Poeti Famosi



Che sara’ di noi.

Che sara’ di noi.

Che sara’ di noi nel mentre
la vita sfugge silenziosa
mille voci, mille sussurri,
quante lacrime e quante
speranze nel voler giungere
nella introvabile e misteriosa
eternita’, ma esite davvero?

Voi miei cari e falsi amici
siete ladri di esistenze,
siete scomposti nel mostrare
amore, siete folli e perversi,
latenti e dolosi nei vostri
abbracci, rinuncio alla vita per
voi insulsi amanti dell’effimero.

Il cielo e’ ricoperto di infiniti storni di volatili in veste regale   voleranno sul mio cielo costellandolo di gioie
e un gran numero di delizie,
che dire perdero’ il senno
ma che importa io non posso perdonare l’imperdonabile.

Addio irreale esistenza ricca
di tutto e niente, di fede e non,
io vorrei celebrare l’esecrabile
destino tanto contraffatto quanto
famelico, ma forse e’ una dolce
bugia per alleviare la morte
del cuore e la fuga dell’anima.

Raffaele Feola.

 

 



Dolcezza.

 

Dolcezza.

 

La tua dolcezza e’ confusa con tanta
sensibilità e un gran desiderio di silenzio,
sei una tempesta di sole, il cielo
con fare inquietante vorrebbe fermare
la tua esuberanza col sottrarti al tempo.

 

Fermare la tua ricerca del perduto amore,
ma nulla puo’ il sordido destino avido
e inclemente spegnere la fiamma che
ancora arde in te su quella tua consunta
candela che irrita ogni ricerca di vita felice.

 

Ma nulla puo’ contro la tua anima vivace
e luminosa, decisa e dominatrice ricca
di maestria nel mentre strane e sapienti
metamorfosi spingono con forti soffi
le nuvole ostili e poi finalmente la pace,
la speranza e il surreale strano silenzio.

 

Diviene la realtà dell’inconscio senza
tempeste delle odiose minacce di un
orologio senza tempo e le sue lancette
son ferme, sono la sconfitta della morte
e della sua inappagabile cupidigia,
il bene vince sempre sul male e nulla puo’
contro il volere del grande Signore, morte
rimarrai sempre ma dopo un altra vita ne
prende’ il posto piu’ forte e ancora piu’ forte.

 

Raffaele Feola.

 

 



Un addio fra mille sogni.

 

Un addio fra mille sogni.

 

Disteso nei mille e piu’ sogni che mi opprimono addolcisco il tuo tormento con la tenera luna che ruffiana si intromette nei nostri cuori silenziosi e dediti alla raccolta di mille e piu’ rievocazioni.

 

Hai un volto che tace e attende sorniona la fine di una esistenza che tanto ebbe a donarti affetto e carezze per te e il mare sconvolto spinge a riva cio’ che vide, i nostri abbracci e il tepore di una eterna primavera, poi l’ultima marea porta a riva la fine di una passione, vecchi sprazzi d’amore e tante poesie d’amore che il mio cuore scrisse per chi ha fermato per sempre la mia anima felice e intoccabile.

 

Quanta pioggia e quanta indifferenza su quel cielo
chiaro e poi oscuro e poi doloroso e inerme, io viaggio fra un cuore e l’altro ma nessuna speranza dedica pace e rassegnazione al finire di un estasi.

 

Quanta morte in una piccola e breve vita,
io soffro, ma devo perche’ e’ il mio destino e Tu Santa Madre proteggi chi mi respinse con violenza e con tanto ardore e rabbia.

 

Raffaele Feola.

 



Nadia

 

Nadia.

Che giorno strano oggi, trascura

e sottovaluta quel suono di cornamusa

che giunge da lassù, li in alto ove

giacciono angeli e aureole in attesa

che le persone dolci e buone

vi depongono il capo.

 

Qualcuno e’ giunto, Dio mio

abbi cura di colei

che amava tutto e tutti,

mai un lamento

e tanto affetto per tutti,

la mattina la sua

borsetta era colma di dolcetti

per farci felici

e guadagnarsi il nostro

grazie e un sorriso.

 

Dio mio perché porti via i pezzi

pregiati di una umanità stanca

e demotivata, non farlo e Ti Prego

sii generoso con chi non comprende

la bontà Nadia ne era la regina

assoluta di tal dono.

 

Sarai sempre nei nostri cuori,

e questa volta non e’ una frase fatta

e il cuore nostro che pronuncia per te,

stanne certa non ti dimenticheremo mai.

 

Raffaele Feola.

 



Dio mio come posso vivere senza un domani.

Dio mio come posso vivere senza un domani.

 

Mio Dio son debole e senza volonta’,
ho raccolto ombre e nuvole e ho dato
loro il tuo volto, e Ti ho eletto mio Re
e quanti sorrisi velati di lacrime e quanta
gioia sincera sgorga senza ritegno
dal mio cuore per Te, questa non e’ la fine
ma l’inizio di qualcosa di grande,
finalmente mi e’ giunta la fede.

 

Io fra poco non ci sarò piu’, Ti prego di
accogliermi ormai ho capito,
le fiamme dell’esistenza son quasi
esaurite ma terro’ per me il mio
segreto non svelerò cio’ che mi
accompagna durante il sogno
di ogni notte, quante lacrime
innaffiano la mia anima forse
morirò ancor prima che i frutti
maturi scendono dai loro alberi,
forse prima del grande freddo
o forse mai, no non puo’ essere,
non vedrò piu’ la rigogliosa primavera,
non potrò esserci, no
il mio maltrattato corpo ripete
ormai a menadito il momento
del mio sofferto ma giusto addio.

 

Raffaele Feola.

 



Scrivo ma quanto silenzio.

Scrivo ma quanto silenzio.

Mio Dio quanta malinconia
ho nel cuore,
quanti inutili dolori,
desidero solo verita’
e l’anima mia
si rallegra colpita
dalle follie
della mia gioventu’.

Con la mia avvenenza,
e perseveranza
ti seduco tesoro mio,
mentre tu fluttui
fra mille e mille
sensazioni amabili
ed inconsuete,
ti prego resta con me,
io t’amo e null’altro.

Raffaele Feola.