Letteratura Poeti Famosi



Strada isolata.

giamacista

Strada isolata in paese
canto degli angeli
la visione profonda
della religione
paese di tanti pericoli
vivi e seri
nascono i sogni nella casa della morte
sul sentiero degli uomini magici.

Come fosse apparsa ieri
col mantello chiaro
che questa sia terra di pace
e ambiente di studio
due zone residenziali
e gente nel cortile
tanti cani cavalli e conigli
il circuito degli attori.

Senza illusioni
tu odi in quel momento
il rumore delle macchine
le case affollate calde
sveglia l’esercito il capitano
taglia il filo del rimpianto
nei loro passi il mistero
tutto il volere giudizioso della gente del posto.

L’aria fresca del nord
il suono vero del violino
donne raccogliete ciliegie
silenzio dalle vostre parti
e di lato guardano gli sciagurati
saltellano come conigli
si affaccia una vecchia
e osserva la strada colma di gente.

Il vento dopo la pioggia
il recupero dei materiali persi
ma in questa buia pianura
niente mi prende
solitario come nei locali
amano la gente
i luoghi abitati
i cavalli da corsa.

Se ne sono andati via dal paese
apre la porta il forestiero
il muro dipinto a mano
nel reggimento dei misteriosi
portano via le vasche con i pesci
gli prenderà per molto tempo la noia
due poeti un amore
un esperto scienziato.



Tardiva ospite del mio cuore

Angelo Michele Cozza

Tardiva ospite del mio cuore
che prudente a distanza ti tieni
quanto seduci le mie illusioni!
Su in tepori avvolgimi
prima che mi raggiunga
il gelo della tomba,
domani ancora regni
una dinastia di regi sogni
vieni e anima il mio spazio muto
riparami dal dolore di essere solo!
Sii approdo e isola lussureggiante
se il flutto me naufrago reclama
abbrevia un tragitto incerto
se verso te mi incammino
al bivio titubante poi
dimmi certo dove andare
traimi fuori dalla fila
di chi nulla attende!
Donami scorte di respiro
quando l’aria manca
e intorno tutto agonizza,
se nel buio pesto brancolo
facella fammi luce
brezza agitami ancora
prima che ogni speranza imbrunita
cada sul viale deserto della vita.
Destami se incubi sogno
al risveglio non gridi di terrore
accendi il mio sguardo
deluso da ripetuti inganni
e che dal tutto si allontana.
Renditi primo giorno
di un nuovo anno
salvacondotto e passe-partout
se non varco confini e porte blindate
non scricchiolino le mie ali
se in volo spinto a te mi porto;
vieni, traimi dalla nebbia folta
e distendimi in terso limpido
possiedimi nella speranza
che nel giorno ti cerca
fatti ragione e mantice
della mia fucina, pilastro
del bene che mi regge:
più trionfi il meglio
e bruci il peggio!
Da un balcone aperto
si allarghi la mia vista
per scorgere dove condurti
quando mestizia si asserraglia
in noi per somma di tristezze;
ritrovami se mi smarrisco
o una valanga mi travolge
se claudicante mi trascino
dammi il braccio e fatti appoggio
afferrami se scivolo
o nel vuoto inciampo;
flauto la tua voce mi incanti
fazzoletto asciuga le mie lacrime
sii rintocco che ridesta
e suadente mi attraversi
rosa madida di rugiada
che nella corte odorosa
al sole si dischiude e abbella
zampillo di gioia che disseta
folgore di passione che non brucia;
taglia e arretra le mie tenebre
e vivifichino le mie iridi offuscate:
infuria tempesta di dolcezze
dammi soprassalti di emozioni!
Ti applaudirà il cuore
quando con fiori giungerai
sul sagrato degli amori perduti!



Confusione.

giamacista

Nel prato fra idee e confusione
parole liete fantasia
siamo noi due amore donna mia
insieme uniti nella lotta della vita.

Il prato è bruciato oscuro
mi agito mi siedo in macchina
ci osserviamo felici
cambiamo espressione nel viso.

Soli e sereni per molto tempo
siamo veri amici della natura
lontani dal male dalla disperazione
e dalla sorte spiacevole.

Con paranoia profonda
coloriamo il nostro disegno
ci spalmiamo creme sul corpo
ci togliamo la camicia per il caldo.

Noi viviamo nella calma del paese
fra il rumore del trattore
vivendo in un sogno continuo
bevanda fresca con limone.

Così fantasioso il nostro giorno
mi arrampico sopra l’albero
e siamo convinti del meglio
le mani pesanti il cuore buono.

C’è tanta sincerità nello sguardo
tutto è così perfetto
che mi sembra di vivere in una fiaba
da soli io e il mare.

Le sue parole sono più vere
di questi momenti di felicità
e rovinando un quadro
mi siedo contento
nel fondo della casa.

Ogni notte dietro la fattoria
il venditore di meloni
trascina il carro
e rientra in casa sua.

Piacevole soddisfazione
la sera nasconde le impronte
sotto un cielo di stelle
il rimorso e la ragione.

Ma i giorni sono sempre migliori
e la gente si diverte
si raduna nel territorio di nessuno
solitudine sopra le colline.



La Pioggia.

Raffaele Feola Balsamo

La Pioggia.

Mio sole che del volto
opprimi lo sguardo mio,
non celare il tuo
cospicuo calore egli è vita,
è nulla vive senza lo scroscio
della furibonda e immacolata pioggia
che tu ci doni con le tue celate nubi.

Ma tu non nascondere il tuo
caldo sguardo, io so che sei eterno
e mai quella sottile
pioggia mancherà agli arsi terreni
e poi il grande dono di
un immenso raccolto,
grazie sole, grazie cielo,
le mie mani arse e consumate
dall’immane lavoro si uniscono
e nel genuflettermi
Ti ringraziano mio Signore,
son felice del poco,
ma donami sempre il caldo sole,
mio compagno e vita mia.

Raffaele Feola Balsamo.



Il discorso.

giamacista

Affrontiamo bene il discorso
buona la calma il fiore il cielo
amaramente e gentilmente
con vera lealtà con entusiasmo.

Non serve chiarire
dopo tante serate
con birra e salatini
tutto sembra diverso.

Chi ha asciugato le lacrime
di quella donna
camminando sopra i muri della casa
sui suoni verso il nascondiglio
fra tante apparenze.

Il divano del salone
chi lo ha macchiato con della salsa
il fuoco della cena
amami o musa.

Mi domanderai il perchè
se giugno sia perfetto
non ci serve un aiuto
che sia solo difficile a fare.

Una foglia secca sul mio tavolo
e chi nei giorni dell’esilio
non abbia avuto motivo di soffrire
senza nulla da perdere.

Tu mi chiederai chi sarò
che sia solo un comune uomo
dei fiori e del deserto
che il dovere sia ampio
nelle chiese buie
scivola sui balconi umidi
la pioggia invernale.

Non so se ha capito bene
il mistero dei fantasmi
ma la mia vita è piena di impressioni
fantastica l’estate in città.



In città.

giamacista

Seduta spiritica in città
canto del gallo al mattino
la fissazione della morte
che invade il nostro pensiero
città di tanti desideri
persi nell’anima
vive nel crepuscolo della fantasia
sul sentiero delle donne streghe.

Come sparita partita chissà dove
verso l’occidente più profondo
che sia solo lo sciopero nazionale
questa inutile protesta
due poesie due locali
e un bicchiere di vino
gran campanile della chiesa
il vivere sereni ci spaventa.

Senza amarezza
tu parli con loro
il volare degli uccelli
sui tetti delle case
cade dall’albero il giardiniere
si nasconde il giocoliere
le impronte della mummia
tutta la gente cammina commossa e fiera.

L’aria leggera
l’ardente piatto siciliano
comparsa dietro la torre
da vicino guardavano i nuovi intrusi
decisi sui comandamenti
si pensa al ritorno
sul sentiero verso il cinema.

L’amore dopo la cena
l’ostacolo la curiosità
ma in questa zona
nessuno mente nessuno si abitua
l’amarezza come negli inverni
ballano piano
le scommesse le risate
i cavalli da corsa.

Sono giunti così bravi
nel loro mestiere seguaci di un culto
la parete rovinata
un tempo era stata curata
portano via i mobili per il trasloco
vi prenderà dentro l’angoscia
due poeti un furore
un cameriere tutto fare.