Letteratura Poeti Famosi



Notti e pensieri e mestizia.


Notti e pensieri e mestizia.

Abbietto e contrito tal mio core,
io agogno l’amena e perpetua vita,
ma l’arcano folleggia come il bieco
e compassato avvoltoio,
che storia triste ragazzi,
fatidico destino il mio,
son re del nulla, ma raggiro con 
 abile maestria ciò che più mi reca gioia.

Non posso adire a sogni soavi o teneri
o ricordi di infanzia felice,
ciò non mi è concesso perchè son
vuoto di passioni e oscuri astri
si cibano dei felici pensieri miei,
e di una malcelata solitudine,
notti che notti insolenti e tristi,
non tacciono e non dormono mai.

Raffaele Feola Balsamo.



Auguri.

    Tantissimi e cari auguri a tutti gli autori del sito.

Che possiate trascorrere serene e felici festività nel

mese dedicato al Signore e alla nostra serenità.

      Vorrei dedicarvi un abbraccio virtuale sperando

che vi giunga gradito e nel contempo vi rinnovo il mio affetto.

         Buon Natale  e  felice  Anno Nuovo

                              Raffaele Feola Balsamo.

 



Ascolta.

Ascolta.

Taci e ascolta amore mio,
mi pervade una strana angoscia
e mi chiedo perchè il tuo sorriso
inebria il mio malinconico
silenzio e fa tremare il mio cuore.
Che notte meravigliosa,
finalmente le mie paure
son vere e quegli strani personaggi
repellenti che hanno allontanato
i miei sogni mi hanno abbracciato
in segno di resa,
ora posso gioire, ma sono complice
del nulla e del malvagio, perdonami.

Il cielo si è disperso
cosi il mio amore per te, tu non mi hai
fermato ora palpito e basta,
ma che tristezza la felicità.

Raffaele Feola Balsamo.



Incertezze e paure.

Incertezze e paure.

Tormento e poi conforto,
razziare e usurpare
quella parte di cielo
con intrigo e devozione,
ma che sgomento i sogni,
non giungono mai,
è dunque un complotto?

L’albero non dà i suoi frutti
come riconoscerlo se le sue
fronde son tutte nere e tristi.

Il crepuscolo è oscurità,
è malvagio ed opprime con empietà
e pecca di mistero,
e la mia ombra striscia intimorita
lungo il muro e poi spaventata
fugge nella mia anima,
intimorita dall’illusione
di un avvenire incerto e sconosciuto,
per una realtà colma di miraggi senza
felicità…si felicità, vita…non vita.

Raffaele Feola Balsamo.



Che incubo.

Che incubo.

Dimmi della mia realtà vita mia,
è svanita nel nulla come un morto,
ho smarrito l’esistenza ed il cuore,
ma io la cerco come il marinaio
la stella polare e quanti fruscii
nella mia anima è forse li che si cela?

No la morte teme ciò che non comprende,
io ebbi attimi di panico e poi fuggii
non dal dolore, ma dall’incubo folle
di essere dove non avrei voluto
mai giungere vivo, maledetta morte.

Raffaele Feola Balsamo.



Non aver fretta.

Non aver fretta.

Mille intralci nel
muover tale passo,
certo birichino,
ma che che vuoi farci
l’amore mio
non indugia
e non attende che io,
cuor suo,
abbia tempo
di esser fra le sue braccia,
e dir tante e tante
cose dolci sulle sue
labbra tiepide
e innamorate.

Non temere anima mia
son quasi a livello
di cuor tuo,
che dirti, ti amo tanto
ma son confuso,
l’ansia mi confonde,
tu aspetta e sii dolce con me
son avvilito, ma ti amo.

Raffaele Feola Balsamo.