Letteratura Poeti Famosi



La vita o la morte, chissa’.

 

La vita o la morte, chissa’.

 

Tal buio mi incute timore, chiare divengono le oscure nubi e la folle anima mia turba il mio cuore e fugge fra oscuri boschi regno di perverse fattucchiere.

 

Ma non temo cio’che accadra’, sono solo un inerme essere debole e affamato di un po’ coraggio, non mi spaventa il mio ingrato destino ma cio’che vien giu’da questa ultima pioggia, macabre e amabili promesse,ma false da cui traspare cio’che l’uomo inetto e passivo ringhia al sol cospetto di un abbraccio fraterno
e la parola pace, son rimasto con gli occhi umidi e col sapor di labbra amaro, tu donna del mio cuore che senza te non vivrei che un sol attimo, mi porgi cio’ che non merito, e il tardivo mio amore mi spezza il cuore e sol la tua indulgente virtu’ di bonta’ mi permette di ripensare a cio’che dovevo e mai ho fatto,rifiutare la vita e rinascere quando il buon Dio avrebbe capito e perfezionato quest’uomo dalle puerili arguzie.

 

E tu donna della mia vita hai preso possesso della mia penosa malattia e curato nel possibile, ma son felice che cio’che non meritavo ho avuto, ma la morte e’il dono che appartiene a tutti, e se me la donerai io ti saro’grato e il mio amore diverra’ per te indissolubile ed eterno, morro’, forse no.

 

Raffaele Feola.

 



L’amico di infanzia.

 

L’ amico di infanzia.

 

E pur mi pare di conoscerla signore, l’infanzia e ormai lontana ma io ho gia’ visto il suo volto, eravamo piccini lei si lusingava molto della sua folta barba diceva che era gia’ pronto ad avvicinare una donna,a corteggiarla e farla sua, ora lo vedo un po’ abbattuto come mai se non sono indiscreto e ficcanaso ?

 

Perbacco ha perso tutti i capelli, la sua altezza
e pari a quella di un bimbo appena cresciuto, mi dica cosa e’ successo da bloccare tutti i suoi sviluppi, mi spiace tanto …ma quanti figli ha? Come nessuno …peccato e’ anche sterile, e sua moglie come sta? Meno male bene e fiorente soprattutto nello spirito, e’ essenziale in un buon rapporto.

 

Come non la vede da due settimane forse sara’ dai suoi genitori, no, allora? Capito dai non te la prendere son cose che succedono, poi vorrei conoscerla, siamo amici da tanti anni, certo senza frequentarci ma e’ sempre da tanto tempo che lo siamo, io che faccio? Sono felice ma non mi e’ mai cresciuta la barba porca miseria, tu però almeno quella ti e’ rimasta, e il resto che ti manca ma puoi sempre rifarti con la bocca e la tua barba, meglio quella che non aver nulla, sii felice e sereno. 

 

Raffaele Feola.

 

 



Il mio diario.

 

Il mio diario.

 

Vuol codesta mia vita essere ricordata
qualora l’infondata possibilità del
rinascere dovesse essere cosa possibile,
nulla posso tralasciare perché tutto
servira’ per non far più canzonare
pensieri e i miei affetti più cari,
ormai il core mio e’ stanco ed e’ ferito.

 

Allontanar da me con forza personaggi
goffi e maldestri ma sopportabili,
ma mio Dio con il tempo usuranti
e deprimenti, no non devo ricordare tali
energumeni che di sconcerto fan patire
la mia gia’ provata esistenza col
sol pensiero della loro menzione.

 

Volli cospargere di arroganza e superbia
la mia esistenza già di sé spoglia di idee
e coraggio, che dolore or che e’ giunto
” il troppo tardi ” ma se nuova vita rinascerà
mai piu’ farò di “necessità virtù” saro’
discreto e silenzioso e poco importa se di noiosa
semplicità ne indosserò il ridicolo abito.

 

Che dire amici miei, raccontare il mio
vissuto annoierebbe anche il non udente,
ma devo pur esternare cio’ che mi rode
nell’animo e’ rende bene accetta anche la
morte, paranze ed esibizionismo dei miei
amati vicini di vita, da loro giungono solo
gelidi soffi di un vento ostile e gelido.

 

Ahimé son già di mio costruito male ma di
peggio son finito,ecco giunge la rassegnazione
e gia’ proclama il suo stridente e inopportuno
” pazienza ” ma che posso mai fare se non
obbedirgli e sperare, credere e addormentarmi
con il flebile auspicare di trovare al risveglio
un mondo migliore, ma e’ solo una amara utopia.

 

Raffaele Feola.

 



Un sogno impossibile.

       

            Un sogno impossibile.

Tener per mano cio’che non ho
e stringer forte per non farlo fuggire, e’ solo un sogno tranquillo sii sereno cuor mio, ne avro’ ancora ma resteranno sempre e solo chimere, anche se in esse son racchiuse la mia esistenza, il passato, il presente, il futuro, le speranze, la vita stessa che non e’ piu’ mia, ora appartengo al nulla
e al tutto sono confuso e arrabbiato e trovo sparso al mattino sul pavimento tante lacrime, mi tocco il viso ma non son mie, ho paura..fuggo poi mi fermo e penso, forse la sofferenza ha colpito qualcuno che mi e’ caro, forse non devo piu’ compiangermi, ma lottare per chi amo e giace fiducioso nella mia anima e vuole me come suo campione di coraggio, il male non mi ha ancora rubato la vita.

 

Raffaele Feola.

 

 



IL buio fugge avvilito e il giorno arriva triste e malinconico.

Il buio fugge avvilito e il giorno arriva triste e malinconico.

Tal notte appena fuggita scarsa
di umanita’ e ossequiosa dei tormenti dei solitudi e dei doloranti, fugge come il vecchio vampiro in cerca di un oscuro riposo, e il nuovo giorno velato di nuove primizie rumoreggia piano piano cercando vita e piaceri, ma si odono solo lamenti di vecchi soli e malandati, lacrime e lunghi sospiri di donne che difficilmente riusciranno ad imbandire per i novelli omini e le giovani infanti non un generoso pasto ma solo un sobrio spuntino, con frugali avanzi di precedenti privazioni.

Signore aiutaci ti prego, benedici questo nostro nuovo giorno senza pace e con le sofferenze che ci attendono oltre quell’uscio
che non vorremmo mai aprire.

Raffaele Feola.

 



Comunicazioni.

Buongiorno ….amici oggi e’il mio 71 compleanno, forse l’ultimo.
Io mi sono permesso di usare questa pagina per salutarvi e non importa il vostro silenzio, avrete certo i vostri motivi.
Vi saluto e virtualmente alzo un calice strabbocchevole di ottimo champagne per bere e ricordare tutto il tempo che felicemente ho tracorso con voi su questo straordinario sito.
Vi saluto e scusate la mia inopportuna invadenza. Arrivederci e siate sereni….
Raffaele Feola