Letteratura Poeti Famosi



Non posso…

 

Non posso…

 

No, non posso dir
ti amo, non posso,
so tacere, ma parlar
d’amore non posso.

 

Il mio cuor silente ama
nel pieno di un’estasi
senza fine, una gioia
dal tono travolgente.

 

Sei mia, ma non posso
credere che sia così,
non posso, fuggi pure
ma io non ti inseguo.

 

Non leggo il mio futuro
nei tuoi occhi, il cielo è
grande ed esteso, ed io mi
son perso in esso amor mio.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



Un amore finito.

Un amore finito.

 

Ho posto limiti a codesto
amore, ma amore non pare,
è solo il soffio di un vento lento,
e ricco di lontani sensazioni.

 

Son ricco di tempeste e di
svianti scrosci d’acqua salata,
son forse lacrime, solo lacrime,
ma non temo il mio cupo addio.

 

Infelice il fatale commiato,
e con l’angoscia di un vinto
mi ergo sul podio dei battuti
con malcelata afflizione.

 

Quanti mesti sentori, odo
elusive e nere orchestre e quanti
dubbi, ogni sorso di pioggia
trascina giù un po’ di vita mia.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



Il giorno dei ricordi.

Il giorno dei ricordi.

 

Son lesto e veloce
coi miei pensieri,
forse a dir poco senza
senno e giudizio,
ma il cor mio
di nulla ha pazienza,
il tempo è poco
ed è tenace l’ingrata
ansia di volgere al
declino la vita mia.

 

Che  dire, solerte
e veloce giunge
il giorno dei defunti,
mi par ieri che ho
mostrato affetto
e malinconici ricordi
innanzi ai marmorei
e perpetui mausolei
a Loro dedicati,
un anno, ed è già
nuovamente notte
nel mio triste cuore.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 

 

 

 

 



Bufere d’amore.

 

Bufere d’amore.

 

Folle pensiero
di fermare il mare,
urla e scalpita con
le sue bufere,
tu non lasciare
la mia mano
amore mio,
i freddi scogli
son compagni
di avventura
e saranno generosi
nel concederci
affetto e certezze.

 

Noi diverremo
acqua e felicità,
acqua e gioia,
vento e vento,
poi il sole e la quiete,
abbracciami
e passeggiamo su
questo splendido mare,
in attesa di nuovi
sussulti d’amore,
il pretesto di baci
e di nuovi abbracci.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Il Karma e l’attesa.

Il Karma e l’attesa.

 

Scorre veloce
il tempo delle stagioni,
l’autunno tiepido
e il cadere delle
rosse foglie,
il freddo invernale
dalla neve bianca,
e la dolce primavera,
fiorente con i suoi
nuovi fiori variopinti,
il caldo torrido
dell’estate con la
gioia del carezzevole mare,
ma io vivo aspettando.

 

Attendo paziente
il mio conseguire
del nulla,
non ho attese
particolari, solo capire
il mio ruolo
in questo mondo
strano e vuoto.

 

Il mio tempo…
si il mio tempo
grigio e addolorato,
non comprendo
la sua emotività
i suoi impulsi,
e le sue inutili
attese di eventi arcani,
volli essere Re
di me stesso,
altro non ebbi che
una misera anima.

 

Non mi occorre
rimirar la luna
per scuotermi
e sperare,
solo laconiche
ombre fuoreggiano
ed esaltano
il mio Karma
fatuo e mesto,
il destino spesso
altri non è che la fine
di una esistenza,
il nulla del nulla.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 

 



Una fatalità, o verità.

Una fatalità, o verità.

 

Che piacere disarmonico
l’ntelletto, pur temendolo
lo brami e ne fai uso,
son sgomento e schiavo
di tal ansia, è altero,
ma è pur vero che è sapiente.

 

No signori miei io non ho
tal dono,osservo e racconto,
con modesto dire ciò che mi
commuove e amo, e son certo
che il mio cuore è spontaneo.

 

Siate sinceri, quante volte
il cuore è in lotta con l’anima,
entrambi non sono concordi
sull’amore, forse ciò è una
fatalità o forse basta crederci.

 

Raffaele Feola Balsamo.