Letteratura Poeti Famosi



Sono confuso, vivo ma non è vero.

Sono confuso, vivo ma non è vero.

 

Manco ho desiderio di spiccare
il volo con i miei tanti affanni,
son fragile e con tanti battiti
che confusione, e che nere nuvole.

 

La mente lenta e fuorviante
mi opprime e rallenta i desideri,
mio Dio porgi la Tua mano e i Tuoi
voleri, io non ho ne vita né dolori.

 

Ora sono senza memoria né stelle,
il buio ha fermato mente e mani,
il cielo c’è, ma non odo più i suoi
silenziosi richiami, quante lacrime.

 

Le giornate son più brevi e leste,
adesso son felice, quanti anni
vissuti in silenzio ed ora i miei
gemiti fan luce e son senza spine.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Notte uggiosa.

Notte uggiosa.

 

Sollecita ciò che il mio canto esprime
con tacito consenso delle mie Muse amabili,
eppur fan frastuono negli inquieti
dissidi dolenti fra odio e uno strano amore.

 

Che notte uggiosa,e quante stelle fiacche
colme di strane malinconie,ora le mie Dee tristi
sussurrano odi deliziando i pur grigi tramonti
per annettersi dolci e nostalgiche tenerezze.

 

E’ rumorosa l’agonia,non posso scrivere
senza far menzione di tal moina,colma di neri
presagi e plaudenti e malevoli inganni,
ma son lauto e nulla possono le notti insidiose.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Son malinconico.

Son malinconico.

 

Non capivo il perché del cielo si
muovesse e parea precipitare,
Dio mio ero confuso ed ebbro del
nettare degli Dei, pero’ quanta gioia.

 

Cor mio ho due ombre fingo non curanza e rido,
tento la fuga, ma loro furenti
mi si riattaccano e piangono.

 

No amor mio soli non si vive,
ho un’arma nelle mani, spara
speranze e fa male, un giorno o
l’altro sarò il mio boia, si lo farò.

 

Son felice, la mia lunga esistenza
volge al termine, malanni, ansie, solitudine, mi cingono ed insieme affronteremo un lunga eternità.

 

Raffaele Feola BalsamoÖ

 



Voci e voci, tempestose e tristi.

Voci e voci, tempestose e tristi.

 

 

Che allegoria di voci urlanti,
io non capisco le gioie altrui,
vedo solo dolori e capelli
estirpati e tinti di bianco.

 

 

Che cielo strano per metà
azzurro e per l’altra blu,
dai mia cara, tu sei la mia
metà, fai parte del mio
cuore, son certo che
costui non ricopre il suo
ruolo, ma è pur sempre un
donatore di battiti e vita.

 

 

Che folle il mio erudito, inutile e
incomprensibile, non mi leggete
e non commentate, siate superiori
e poco incessanti nel dire di me, sono 
solo io il carnefice di me stesso.

 

 

Non sono avvilito, ora ho
compreso, per essere scrittori
di magnificenze non occorre
la penna e l’anima, solo strani
inganni e voglia di colpire
a casaccio….e poi le grandi
opere nascono e sono nei
ricordi di chicchessia, purché
conoscono il dolore e il pianto.

 

 

Che incanto quello di odiarti,
sono attimi d’oro che mi donano
una triste gioia, il passato
dona malinconia, il presente devo
crearlo, che ansia, sarò capace?

 

 

Dimmi tutto mia anima gemella,
la mia dottrina del sapere
ti aggrada o vuoi che fugga in
silenzio e col diniego del non
credere, io non posso amarti
perché non sono un poeta ne
uno scribacchino, son solo una
tormenta senza fine e senza
speranza, il cielo ora è oscuro ed
è nero, nero, nero, ma… chissà.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



Regina senza cuore e regno.

Regina senza cuore e regno.

 

Amica mia, fulgida regina di un
regno chiamato “Mai”, io agogno
docile e debole al tuo volere
se tu mi ami perchè taci con
aberrante e odiosa alterigia.

 

Il tuo bieco distacco mi affligge
esoso ed empio, son ora frivolo
e senza più essere sorretto
dalla fede, son gaglioffo
e senza inutile comprensione.

 

Non temo, ma è inevitabile la mia
mestizia e con un manipolo
di pensieri amari son pronto
a cancellare il tuo nome di “ninnolo”
che mi donasti con franca finzione
con audace e perfida protervia.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



Il mio racconto.


Il mio racconto.

 

I miei torbidi racconti, certo funesti,
ma che fare se non riempire ancor di più
laghi e mari e fiumi di amare lacrime,
ma ascolta  son solo gocce di dolore.

 

Il mio cuore tribola ma è felice,ormai son
fuggito dalla disperazione,Colei che mi
ha rubato l’anima, ha saccheggiato
anche i miei ricordi e le mie speranze.

 

Che silenzio, nessuno legge il mio pensiero,
odo soltanto ghigni e frasi burlesche,io conosco
la morte ella mi è stata vicina e non temo
il suo nero catafalco, solo l’inquietante attesa.

 

Raffaele Feola Balsamo.