Letteratura Poeti Famosi



Vuoto.

Vuoto.

Ogni giorno mi dono un fiore,
per una debolezza che giace
quieta nel mio cuore, sai il
tempo ha buona memoria.
Tu non angustiarti amore mio
ora sono diverso, cerco meglio
fra le genti del pianeta,
sai non ho amici perché non
posso esibire buffi trofei.
Percorro sentieri nuovi e veri,
ma tutti portano al silenzio
e svaniscono ricordi e gioie,
ma io non temo perché Tu sei
il mio angelo, mi basta solo
un ‘Ti voglio bene’ e poi
nient’altro, è solo comprensione.
Che mondo strano,siamo costipati
in piccoli e fatui pensieri,e poi
tutto svanisce come neve al sole,
neuroni che si dileguano e solo
vecchi ricordi rinfoltiscono la
vuota mente è fra di essi tutte
le mie delusioni, i miei affetti,
mai persi nel sonno profondo
di una nuova eternità iniziata
troppo presto, forse la peggiore,
perché ho una strana ansia che mi
attanaglia e irrita, ormai il
vuoto giace nel mio cervello, ma  quello che fu rimarrà per sempre.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Che favola la vita.

Che favola la vita.

 

Ebbi uggia e fra vari fremiti,
i grandi e potenti uomini
vilmente mi adombrarono
con disordinata saccenza.

 

Certo son fragile, ma volli
seppur con sincero fine,
gustare ciò che di me il fato
ebbe a donarmi come sorte.

 

Illusorio e fatiscente il mio
pianto, volli essere poeta e
narrare, no amici non servi’
non ero tale, ma solo frugale.

 

Che storia, ho cercato nei punti
più alti sogni e auspici, ma è
tutto perennemente uguale, che
fiaba la vita è i suoi neri elfi.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Leggera pioggia.

Leggera pioggia.

 

Vuole il cielo che scendano
piccole gocce di acqua,
par che siano piccole perle
simili a lacrime di dolore.

 

Io son lì incollato al freddo
vetro e osservo il cielo con
la tenue speranza di un sole
che forse non giungerà più.

 

Intanto il buio si alterna alla
luce, e con la mia dolente
e ansiosa brama freno la mia
angoscia, si io temo il fosco.

 

Io sono colui che ha capito,
finalmente sono libero, ho
inteso la vita e i suoi tempi,
e gli uomini e il loro spregio.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Leggera pioggia.

Leggera pioggia.

 

Vuole il cielo che scendano
piccole gocce di acqua,
par che siano piccole perle
simili a lacrime di dolore.

 

Io son lì incolato al freddo
vetro e osservo il cielo con
la tenue speranza di un sole
che forse non giungerà più.

 

Intanto il buio si alterna alla
luce, e con la mia dolente
e ansiosa brama freno la mia
angoscia, si io temo il fosco.

 

Io sono colui che ha capito,
finalmente sono libero, ho
inteso la vita e i suoi tempi,
e gli uomini e il loro spregio.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Oscura mente.

Oscura mente.

 

Chiudi gli occhi esistenza,
non chiedere di ciò che
son privo, son senza pace,
e senza amore, porgi la
tua mano sul mio cuore e
ascolta i suoi battiti, son lenti,
ma furiosi e malinconici.

 

Vita inesorabile e spietata,
così voluta e poi derisa,
ora sono solo i sogni
che seducono la mia anima,
ma ti prego non illudere
e non rimuovere da me
l’esile pace che mi donasti.

 

Quanto è scarno di voluttà
il mio spirito, pensieri
sfuggenti e malefici, avvolti
in neri drappi e poi che dire,
se la mia mente fugge,
ed io la rincorro vanamente,
quanto son tristi i tormenti.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



Quanti penosi ricordi.

Quanti penosi ricordi.

 

Amaro quel dire fazioso,
anche Giuda non approverebbe, persino Lui ha rinunciato ai trenta denari, ma con il tempo il tradire è sana saggezza.

 

Amore non blaterare e non
amare, a che servono le verità, son incubi terribili e fanno male, tanto male, dai vieni ed osserva il cielo,
le bianche colombe son
divenute scure,
cosparse di un colore nero
e che gioia nel fuggire,
ho una strana paura.

 

L’inganno è vita, è sapienza,
e tempo fa ebbi esperienza,
che bella e dolce sensazione,
e quanto folle entusiasmo.

 

Gli alberi nel mio
immaginario bosco e pieno
di delicate margherite, 
e nel campo di grano grandi orchidee dal colore
smunto, attendono la grande raccolta e poi quando rinasceranno saranno belle e stupende,
come merita un fiore
meravigliosamente bello.

 

Ma il vecchio albero rimarrà con le sue eterne margherite, umili e modeste, come si addice ad un
tronco becero e secolare.

 

Raffaele Feola Balsamo.