Letteratura Poeti Famosi



Al mare

Al mare.

Dai dai il mare aspetta,
ho indossato il mio frac con la coda nera,
una paglietta di plastica rossa
ed una borsa termica di carta riciclata.

Il mare è tranquillo,
pochi squali, ma hanno pranzato.

Bello il mare osservi i costumi,
no non quello che c’è dentro,
io amo solo il mare.

Faccio tanti tuffi ma non mi bagno mai.
Dai ragazzi organizziamo un gioco di società,
vorrei fare una gara di nuoto
io ho un fisico di acciaio vi avverto,
avete rinunciato?
Bene allora torno a casa e indosso il costume, finalmente..

Raffaele Feola Balsamo



L’Infamia.

L’infamia.

Voluttuosi
e loquaci
i tuoi sensi,
nel mentre mi baci
mormori mille volte
ti amo,
ma è effimero
il tuo affetto
mi hai colto
con l’infamia,
ora senza
volontà e onore
mi difendo dalla tua
lussuria,
e come una meretrice
sorridi consapevole
nel sapere che il mio cuore
vive all’addiaccio,
ed alla mercé
di freddi giacigli,
privo di orgoglio,
e il mio cielo ormai
è privo di incanti.
Io morrò,
tu sopravviverai,
ma la mia passione
mi accompagnerà
per essere donata
a persona più degna.

Raffaele Feola Balsamo.



Ti Amavo.

Ti amavo.
Ho capito mia cara
oggi dobbiamo essere sereni,
no non urlare
ricordo bene le mie blandizie
nel coccolarti tanti anni fa,
ti amavo, ma devi capire
ora non più.

Strani esseri bramano
aleggiando con arcani pensieri
ed io li temo,
la loro impudica
esistenza è l’auspicio
dell’ eutanasia dell’amore,
e mai potrò
più amare chicchessia.

sono latitante,
sono perplesso
amareggiato e nascondo
i miei affetti, non pensarci
la vita concede solo poche e strane
prospettive, l’odio e l’amore,
la morte e la vita.

Raffaele Feola Balsamo.strong>



L’arcobaleno.

L’arcobaleno

Inesorabile cielo cupo di pioggia,
ho compreso l’avvento,
ma non certo per intuito.

Dio mio che forte l’odore della pioggia,
bello e penetrante,
l’odore del verde
dopo l’arrivo della dolce acqua
ed il vanesio arcobaleno mostra
con orgoglio i suoi colori,
ma io nel tentar di non sodisfar
il suo sogghigno,
volteggio il capo da parte opposta,
ma e pur bello adocchiare i suoi colori.

Io amor mio son felice che tu abbia gaiezza
nel condividere, il tempo è poco nella
nostra esistenza e non
sempre l’arcobaleno si offre
con tal presuntuosa dolcezza.

Raffaele Feola Balsamo.



Nero volto.


Nero volto.

L’accidia, caparbia reazione alla virtuasità
del bene, sottomesso a strane riverenze
dolorose e come il fiele ledono e uccidono
un corpo inerme dal cuore ancora palpitante.

Io scrivo, leggo, ma il mio cielo è più piccolo,
cos’è dunque scrivere aforismi se scritti da poeti
che non comprendono la vita, si forse il loro
è un barbugliare senza ritegno e senza senso.

Ho blindato la mia anima, sono ormai solo
e prima o poi la mia cabala mi indurrà su quel
sentiero chiamato destino, ho amato, ho odiato,
ma tu nero volto non turbarmi,so già che ti apparterrò.

Raffaele Feola Balsamo.



Delirio

Delirio.

Onore e delizia per coloro che temono
il mio destino, certo mai ebbi a copiare
in altri siti i miei pensieri, sarei un ingrato
verso, a tanta bella gente che posero fiducia
nel mio dire. Non ho cultura ne intelletto
ho solo quello strano cuore che ama tanto,
all’impazzata ma con immensa avventatezza.

Sono triste, ma che fare, di gioia ne hanno
tanti solo che il buon Dio, l’ha maldivisa,
opulenza negli esseri privi di quella cosa
che per strano destino a me tanto manca,
si signori io sono senz’anima,
ma non sono malefico o eretico è solo che
non la conosco, si cela a tal punto nei dedali
del corpo mio che di lei non m’accorgo mai.

Orsù amici miei siate comprensivi i detti
migliori son quelli pronunciati dai folli senza
senno, l’unica verità e che ne riparleremo,
forse con dovizia di particolari e tanta
conoscenza, alla pari, e Dio solo sa come finirà.

Raffaele Feola Balsamo