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Letteratura Poeti Famosi



I TUOI ETERNI GERMOGLI dalla raccolta “A Sylvia Plath”

La primavera è nel tuo sorriso il sole, figlio dei tuoi occhi, adempie il suo fine nutrendosi del tuo fuoco quando soffi la vita sui ceppi che aspettano il vento.   Tu sei l’ape imbiancata di polline, il volto dell’amore che scruta cercando i grani più veri quelli nascosti dalle ceneri che sterili alberi mai […]



A PIEDI NUDI SULL’ERBA – dalla raccolta “A Sylvia Plath”

Illumina il crepuscolo un solo pensiero che ha brividi di fuoco.   Allegra una donna danza e canta nelle sfumature di luna.   A piedi nudi sull’erba ripete un ballo da farfalle circondata.   Dolcemente il vento ne sfiora i capelli e il limpido volto di fata.   S’ubriaca la nera terra s’ubriaca l’infelice che […]



LE FOGLIE DEL SALICE – dalla raccolta “A Sylvia Plath”

Sfumano le ombre nel cerchio di fuoco laddove il giorno scioglie lastre di ghiaccio.   Fluiscono veloci giovani stille nell’ampio alveo del ruscello dormiente.   Dimenticato un salice aspetta sereno che la terra si disseti nelle acque di verde luce.   Vinti sono i sassi frantumati sul manto coperto da ciuffi d’erba esultante.   Danzando […]



TRA RETI DI FOGLIE – dalla raccolta “A Sylvia Plath”

S’addensano le nuvole nelle tenebre dei soffocanti abissi.   E vado cercandoti come il fantasma che reclama il suo corpo.   S’infittisce il bosco accerchiando ogni fiore e i ruscelli.   Avanzo tra reti di foglie come fuggendo il giorno sfatto dal buio.   Amore mio, ti cerco, cerco il fuoco celato nel tuo arioso […]



GIRANDOLA DI ONDE – dalla raccolta “A Sylvia Plath”

Inseguo l’infinito nel mite bacio delle tue ciglia e vado cantando al silenzioso mare il mio smisurato amore.   Sei germogliata come una rosa nell’avvilente vuoto della mia anima, smarrita e persa in una girandola di onde.   Fata di sogno, tu riempi lo scolorito calice con le correnti di un umido cielo tutto traforato […]



PEGNO D’AMORE – dalla raccolta “A Sylvia Plath”

Sei seduta sulla panca chissà da quanto in mezzo ad un’aiola sorgente di giovani steli.   Al tuo roseo viso mi volgo umilmente chiedo udienza come si fa con una dea.   Mi guardi dolcemente mentre ti lascio in pegno d’amore versi devastanti l’oblio.   04.08.2015 Ciro Sorrentino