Letteratura Poeti Famosi



Il mercato d’oggi

Mercoledì,
giorno di mercato.
Attorno alla piazza che l’ospita
una folla traboccante tra bancarelle
dagli odori variegati e dai mille colori,
stesi come sulla tavolozza del pittore.
Artigiani che a voce alta richiamano
l’attenzione dei clienti con
frasi smozzicate, senza capo e nè coda.
Un mormorio crescente fatto
di esclamazioni di meraviglia,
di trattative frenetiche, di lamentele,
di bambini piagnucolosi.
Uno scusarsi continuo, pestoni dati e ricevuti.
Anziani che roteano il bastone
a mò di minaccia per lo spintone involontario.
Donne adulte e non, con voci da soprano
o profonde da basso, ceretta da poco fatta per le signore,
peluria appena accennata per le sbarbatelle
vestite stile Barbie o Winx.
Puzza di uomini con il toscano fra i denti
e coppole di traverso.
Sferraglio di biciclette incastrate con
passeggini a uno, due, tre posti
accompagnato da insulti tipo:
“Non ci vedi?… Che ti cascassero gli occhi”.
Con risposta tipo:
“Complimenti, non le manca certo la fantasia
nè la padronanza della lingua”.
Controrisposta tipo: “Vuoi due ceffoni?”.
Una Babele.
I visi sorridenti all’entrata si tramutano
in visi paonazzi al centro del mercato.
A tre quarti si cerca l’elmetto per passare alle vie di fatto.
A fine mercato è trance agonistica,
stressati, da ricovero ospedaliero.
Calma, tranquilli è finita l’Odissea, si torna a casa.
Oh!! No… chi s’incontra? La vicina impicciona.
Ricominciamo:
Mercoledì,
giorno di……………..



Notte di fine estate.

In questa notte

di fine estate

luminosa Selene

mi sorridi,

e io ti osservo

ammaliata e assorta.

La tua luce

mi riempie di speranze

quasi dimenticate,

e la voglia di vivere

riemerge intensamente

come per incanto.



Pioggia e lacrime nei ricordi di un amore perduto.

Ogni goccia di pioggia

è una lacrima

che il vento ha disperso

sui petali di una rosa

ormai appassita.

Ogni goccia di pioggia

è un ricordo

di notti ormai lontane,

ma ancora vivide e amare

nella memoria,

piena di rimpianti

per l’ amore ormai perduto.



Immaginare

Immagino che in mare aperto non è
possibile vedere qualcosa
senza essere visti.

Immagino instancabili stormi di candidi
uccelli che nessuno vede mai nutrirsi
o posarsi sulla terra o sull’acqua.

Immagino diseredati e ricchi giacere
gli uni accanto gli altri e
i mormorii di cento lingue diverse.

Immagino un palazzo
sorvegliato da un esercito di neri,
con una sola via per entrare
e un solo modo per uscire,
il Potere o la Morte.



SOLITUDINE.

                                                                                                                                                                                                            

La solitudine

Solo , in una stanza
dove un vecchio giradischi
suona lentamente la nostra canzone,
ma lei non c’ è
guardo l’orologio al muro sono le 22:,
mi alzo, accendo l’ultima sigaretta
e vado verso la finestra 
il buio e le stelle con il loro muto
silenzio mi fanno compagnia,
fuori sulla strada deserta
una macchina corre a fari spenti,
forse dentro c’è lei,
però questa volta non si fermerà.
Torno sul letto freddo e penso,
penso a quei giorni vissuti accanto a lei,
a quei momenti felici del suo amore;
uno squillo, è il telefono,
ormai è inutile correre a rispondere
come facevo una volta…
ora è tutto finito.

    ferrè carmelo….07/11/1976



Fantasia

Sognare di camminare sul filo
e cadere dallo stesso.

Volteggiare nello spazio
e trovarsi nel deserto.

La caduta ti porta
nell’abisso dell’oceano.

Nel deserto ti fermi
all’ombra di un’oasi.

Nell’abisso dell’oceano
segui una luce
che porta alla sorgente dell’oasi
dove ti disseti alla fonte della
Fantasia.