Letteratura Poeti Famosi



Parola (aforisma)

La parola è di tutti

il pensiero dei pochi



Perdono.

Perdono.

Facile il perdono
di una donna ingannata,
ma che folle corsa
verso quel destino
senza pianto e senza rancore.

Hai consumato lacrime e dolore,
senza rammarico
e con il rigore di una Dea,
ma la perdita giunge inevitabile,
perchè altri hanno deciso
che tu sia a rassegnarti,
ma consolati,
e meno gravoso che lottare.

Impari lotta fra l’amore
che Tu hai donato,
ed altri che l’hanno ricevuto,
lenendo inesorabilmente
la tua vita ma il tuo sapere
è la tua vittoria,
la crisalide vive poco
ma intensamente.

Raffaele Feola Balsamo.



Il nulla ed il tutto.

Il nulla ed il tutto.

Volto d’alabastro e occhi di smeraldo
quante fuorvianti lacrime quando
giunge il pungente freddo, e il
tenero ruscello lentamente scorre
assopendo i tristi pensieri privo di
presagi infausti, ma ricchi d’amore.

Infecondi e cupi i mille pensieri
stipati in neri orpelli dall’acre
odore, e quanto dolore emana
il mio debole cuore, e nulla più ama,
nulla può esserci dopo la vita solo
il nulla, tanto ambito e temuto.

Raffaele Feola Balsamo.   

Foggia 21/4/2018



Tutto torna e poi va.

Tutto torna e poi va.

Finalmente il tramonto,
depongo il dire
ed esibisco il silenzio,
che lento il buio
giunge puntuale
e senza indugi,
chissà che sogni porta,
forse son dolenti
e gonfi di livore.

Armonia e forte
indulgenza,
basta concedere
inutili e ingannevoli
abbracci,le mie
son lacrime amare
seppur celate
da scuri occhiali.

Che assurdo
amare il dolore,
ma il nemico
sa di esser folle,
egli è cosi, cinto
di vuote illusioni
e feroce nel chiedere.

Mio Signore
ferma il sangue,
ciò non ha senso,
poi tutto si inverte,
a primavera torna
il volatile e il sole,
e dopo il giallo
dell’autunno, e poi
ancora freddo, a che
serve dunque dar
dolenzia se poi tutto va via.

Raffaele Feola Balsamo.



Fine di un racconto.

Fine di un racconto.

Tesa e senza alcun fasto la mia
mano scuote l’arpa e il maldestro
suono mi solletica biechi pensieri,
che dire di tal mia arroganza.

Gli stridii della mia bocca non
emettono canto, ma solo vento,
poichè sono solo vezzose urla
senza fiori e senza tono voluttuoso.

Fugge da me la mia donna poichè non
emetto alcuna diceria d’amore, o frasi dolci e
per raccontar l’infinita estasi
di una storia di affetto e di solitudine.

Tutto avrà fine, pensieri svaniti,
e amore disperso in un cielo terso e triste,
quanta malinconia nei nostri cuori,
e quanto dolore per la nostra anima.

Raffaele Feola Balsamo.



Son silenzioso

Son silenzioso

Avemmo forza e desiderio,
ma lontano era quel cuore,
rosso come il fuoco e parea
un lampo di primavera, un
iride solo del carminio colore.

Fuggi spirito son pronto a
veder la notte con murmure
lieve, ma non importa io vedo
e non ascolto, si son iniquo
e insulso, ma Re del silenzio.

Raffaele Feola Balsamo.