Letteratura Poeti Famosi



Mamma.

Mamma. Io fui sangue su quel tiepido bianco manto di neve, molti mi chiamarono martire, altri patriota, altri ancora figlio di un re senza corona, ma ebbi a morire. Una lacrima per ogni figlio, un dolore per ogni soffio di vento che conduceva piombo e paura, il cuore non smette mai di soffrire e poi […]



I RAMPICANTI DI MARZO // dalla raccolta “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Nell’oro dei tuoi occhi di gatto vanno le mie rondini, cercando la primavera eterna. Ah immensa Dea dei cieli, tu rechi soffi d’amore quando guardi la mia terra. È tuo l’impareggiabile salto che fa slittare la ragione nel divino enigma di questa vita. Il giallo delle tue iridescenze conquista le finestre annerite dai  fiori della […]



I TUOI CRISTALLI // dalla raccolta “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

In questa vita d’assenza tu sei l’universo che riempie la mia mente. Il tuo silenzio squarcia la rumorosa selva dove tanti grilli sono morti. La tua anima esplode in un battito d’ali, nei fiori che oscurano il buio. I tuoi cristalli sorridono a miriadi di pensieri stretti nella cieca boscaglia. Fuoco di lucente farfalla, le […]



LE TORRI DEL SILENZIO // dalla raccolta “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Nere ali cercano le tue, nel cerchio di luce che fa ombra al pianto – furiosa onda di lacrime che colma le notti invase d’inquieta insonnia. Se anche stasera resterò alla muta finestra, rapito al tuo limpido volo, mi oblierò nel vuoto attonito, tra le torri del silenzio – cattedrali della chiarità eterna. 23.04.2019 Ciro […]



LA TUA IGNOTA VOCE // dalla raccolta “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Furiosamente il mio sciame vola alle tue acque – una scia d’amore urla espandendosi all’infinito. Volo palpitando sul freddo delle rocce innevate, cerco il tuo vento caldo per le mie piccole ali stanche. Supero la linea delle onde, la tempesta di alghe frantumate sulla costa che frenano il passo al respiro. La tua calda voce […]



VENTAGLIO PALPITANTE // dalla raccolta “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Raggiungesti il mio scoglio, recando diademi nell’onda d’oro delle crisalidi. L’aria era un calice di gelo, raccolta di brividi – pugnale del più remoto inverno. Tra onde di piombo e verdi alghe il tuo respiro spezzò gli archi della vorticosa morte. Sorsero torri in avorio di Luna, sulla mia piccola riva, perduta nell’oscurità del giorno. […]