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Letteratura Poeti Famosi



Non bastan mille penne a raccontare. Lanusei, 09 giugno 2006

                Vivo nello stupore il nuovo giorno                1
per ciò che m’inviano dal mistero
con buio e luce a dominar l’intorno.

Perseverante s’é mostrato e vero
pronto alla lotta comunque procedo
per affrontar deciso il bianco o il nero
e totalmente immerso nel buon credo
soltanto quel devo ben abbracciare
con più passion di farlo ora prevedo.

Capito ho che mi devon processare
ed un giorno quel s’andrà affrontando
in giro il mal non mi deve pigliare
anche se mi sta ben coccolando
quello é soltanto mal persecutore
con l’amor di Dio mi sto sposando.

Strano mi ha ricreato il buon Signore
all’abbagliator voglio sfuggire
e dal lesto discerner tentatore
che molto di men riesco a sentire
per lo strano modo in cui m’invita
e non vorrei più farmi perseguire. 

Nel mistero della nuova vita
duro di testa il Signore mi ha creato
così mi ha fatto per vita infinita
per ben contrastare il disgraziato
poter dimenticarlo quanto duro
e non restare di mente strapazzato.

Del passato lasciar voglio l’impuro
il pregare é sempre più aggraziante
e quando m’inginocchio mi premuro
di confessare ogni male invischiante
combinato giorni o istanti prima
per rivestirmi l’abito elegante.

Il pensare non voglio che m’imprima
potente impulso m’invita a pregare
ed al Signor così rinnovo stima
sempre di più sento doverlo amare
lascio la sedia e col rosario prego
e nella stanza comincio a girare.

Il nove é di giugno e mi congrego
con campi maledetti, verdi e in fiore
per annullare o amplificarmi l’ego
godo col bene e lotto col terrore
dall’essersi in me ben concentrando
e tal conferma non vi scuota umore. 

Conto i grani e sempre più girando
intorno alla stanza e rinverdito
ma gambe e schiena si stan ribellando
tanto dolor sento e cadrò sfinito
preghiera però prende il sopravvento
ed il confine si allarga all’infinito.

Deciso allora dedico intervento
all’anime in parte condannate
tanto prego tanto per tormento
eliminargli e in Luce riportate
anche ai sofferenti penso in pena
che simil pene vengan via portate.

Godendo mi sto la bella scena
dedicandomi ora ai peccatori
e non si ferma ancor potente piena
che va salvando d’arder purgatori
ed un’altra decina allor pensando
per virtù d’investire i confessori.

Suoi ministri restin più pregando
e l’amore professar ben dall’altare
ma da tanto pregar che sta volando
schiena e gambe mi sento tagliare
per il dolore che mi sta inseguendo
e oggi mi devo davvero fermare. 

Dolori lancinanti sto sentendo
ma quel pregare è bello vi confesso
ed il cuor tranquillo sta battendo
più di fermarmi pare non sia concesso
si son dolori e fede or collegati
e da ciò maggior fede professo.

I dolori sono più marcati
e storpiando vado nella via
senza pensare d’esser condannati
per la Spondilolistesi malattia
c’é nella schiena anella scivolata
per sempre dovrà farmi compagnia.

La condizion che vivo é disperata
per dolori in corpo son sfinito
e se l’anella non sarà bloccata
resteranno i dolori all’infinito
difficilmente si potrà operare
restino allor finché non son finito.

Ma deciso proseguo col pregare
quei dolori espello dalla mente
e quando viene il ciclo a terminare
non riesco a pensare ad altra gente
solo una bizzarria si va formando
non la dico perché sarei demente. 

Sempre più nella testa balenando
all’esterno quel non deve uscire
ma l’accidenti insiste nel rimando;
sapendo che nessun deve sentire
liberarmi devo del pensato
dell’azione non mi voglio pentire.

Sente il naso odore di bruciato
fischiante é il turbinare che produce
non so se sono sano oppur malato
e neppure il color di quella luce
che in potenza cercando sta d’imporsi
e farla uscire all’esterno m’induce.

Così che soltanto vuol disporsi
me lo sta dimostrando perbene
che fa di tutto per cercar ricorsi
e con prudenza spezzo le catene
cercando di capir ciò che non vedo
sperando che tutto sia nel bene.

“Dio mio ti prego
fa di me quel che ti pare
totalmente mi concedo
in te sol rappresentare”
e di fronte a babbo e mamma
scompare l’umano in alto mare.

Mi sento bruciar da viva fiamma
per quel prometter che dentro sentivo
invischiato mi sento in un dramma
per il conceder ciò che non capivo
anche di pregar mi son fermato
girando penso e non so se son vivo.

Concentrando mi sto sull’esternato
che ancora non mi sento d’approvare
e col tornare indietro nel passato
rivedo quanto m’han dato da fare
e se col conceder poi m’abbaglio
pensare ben dovrò per l’accettare.

Son tremante se per ciò m’incaglio
ed al centro di questo tormento
v’é di sicur che morirò per sbaglio
tremendamente duro é l’intervento
vivevo senza aver ciò presagito
e neppure mai pensato simil vento.

Col passeggiare ho tutto via spedito
e di fronte a Mamma poi m’inchino
per affermargli che mi son pentito
infinito amor di fronte gli destino
e alla Misericordia mi concedo
con l’effetto di ritornar bambino.

Ad alta voce però ben gli chiedo
che Dio di me possa averne pietà
e se oggi in Dio davvero credo
questo momento é or di verità
per tutto ciò che sto riconfermando
Dio ne abbia d’aiutarmi carità. 

Ancor peggio mi stanno provocando
dall’essermi concesso prima volta
col nuovo tempo che si sta affrontando
pur mi sento con la pelle morta
mal pensieri stanno ora emergendo
per la concession che m’é risorta.

Oggi la mia vita sto uccidendo
mi pare tutto ciò mal’impostura
e neppure mi sto più rivedendo
ritrovando mi sto fuori natura
é sol pazzia ciò che vi sto mostrando
dal non saper gestir prova sì dura.

La promessa ormai sta già volando
é duro il fato quando non discerno
solo sulla mia pelle sto giocando
e se l’estate diventasse inverno
ugualmente lo si dovrà affrontare:
anche se in terra vivessi l’inferno.

Ora soltanto ho voglia di pregare
il santo rosario con amore
e non lasciarmi così abbandonare
all’annientamento totale del cuore
allor a te pregando mi concedo
con la speranza d’estinguer dolore. 

E girando intorno mi rivedo
nella grande sala col mio pianto
formicolio c’é nei piedi e mi chiedo
se sta cominciando nuovo canto
é silenzioso e nelle gambe sale
manco il respiro segue quell’affranto.

Anche pensando agli artigli del male
prosegue zoppicante lì in preghiera
allontanar vuol l’ambito infernale
e quel pregare diventa una miniera
col piccone si concentra scavando
e di scoprire il bene tanto spera.

Era sfuggito l’andare lì pregando
con far veloce sto muovendo i passi
e dal pregare mi sento ora volando
non trapelano dal brivido sconquassi
ma col nuovo andar che mi ritrovo
non devo faticar con grandi massi.

Benefico é il capir di ciò che provo
ogni gamba ben sveglia or é sentita
sto ben camminando e ve l’approvo
ciò mi sta capitando in questa vita
indietro di tanti anni son tornato
quando del calcio giocavo partita. 

Gli arti non mi davan risultato
e ora invece mi stan dominando
forti dolori e tanto affaticato
mi sentivo perciò scoppiando
or però non so più che pensare
della nuova che si va affermando.

Più spedito prosegue l’andare
pedate in aria tante sto lenendo
piego la schiena per mal procurare
ma dolore più non sto sentendo
e se qualcun fosse lì sul divano
mi avrebbe pensato ora impazzendo.

Soltanto m’importa che l’umano
scomparso é totalmente col dolore
se confermar dov’essersi lo strano
vi dico che gli approvo quel tenore
vera pazzia oggi sto manifestando
in questi momenti di speciale ardore.

Anche se dalla testa sto volando
ascolta ben che nulla più m’importa
ciò ch’é successo sto visualizzando
e nulla di quel mal più non riporta
anche se a giorno e notte si era esteso
ed or qualcun lo butta fuor di porta? 

Mamma quel pregar ben ha compreso
con Lei principalmente mi sposavo
non ho mai per me nulla preteso
il mio mal non vedevo e pensavo
e questo, forse Lei ha percepito
trasmettendo ciò che agli altri davo.

Son confuso e forse pur stordito
di Dio, l’azion riconferma presenza
ma forse di più son sbalordito
dal rivelar di sì grande potenza
oggi ben dimostrata al prediletto
che un dì di Dio non pensava esistenza.

La mente mia sovrasta l’intelletto
dall’assillante pensar intervento
dell’uman fragile emerge difetto
fragile sono e mi strapazza il vento
ma per nulla smetto di pregare
dall’ego allontanandomi a rilento.

Straordinario risulta l’andare
per l’impensato intervento di “Dio?”
non vedo ben dove più camminare
separato forse mi son dall’io
il lacrimare é compagno del pianto
e in petto rimbombante é il cuore mio. 

Si tratti spero d’intervento santo
trasmettente sol linfa d’amore
amore e pace sol mi resti accanto
e allontanarmi così dall’ardore
che al mal cerca di legarci abilmente
pur confondendo il battito del cuore.

Dio voglio veder dice la mente
ogni dì lo sta desiderando
dal pianto non vedo ora più niente
sol la preghiera mi sto ben gustando
con lo straordinario vivo il giorno
e ben vicino ti sento vigilando.

Preghiera e pianto dominan l’intorno
null’altro sento intralciarmi la via
e da questi mi sento ben adorno
sol con Dio mi voglio e così sia
riconfermato é dalla nuova piega
il valor del darsi a Dio e Maria.

Lascia idolo, mago e pure strega
ma soprattutto fuggi via da te
e se questo il cuor mai più rinnega
giorno e notte godrai fuor del sé
il Signor ben conosco ti dichiaro:
accogli ciò che leggi ora di me. 

Anima e cuore soltanto mi apparo
non bastan mille penne a raccontare
nel profondo di te più mi riparo
ed in quel sempre voglio restare
lontan da te son cieco, sordo e muto
e forse non potrei mai più pregare.

Forse mi vedete nell’angusto
ma ben mi sta la nuova dimensione
e se pensate che son farabutto
non conservate in olio uman ragione:
non momenti terreni e non carnali
rappresentavan quell’operazione.

Ciò che in chiesa è esposto negli annali
risulta vi confermo tutto vero
dipinti e statue son chiari segnali
a confermar santo celeste impero,
forte m’abbraccio la bianca colomba
riscaldante di luce del mistero.

Vi suoni questo canto più di tromba
ben lo sto pensando ora scrivendo
finisce solo il corpo morto in tomba
ma i fotogrammi non stanno morendo
e non lascerò più Babbo e Mamma
che annullan sensi e cuor van risorgendo. 

Fuoco mi hanno dato in viva fiamma
di spegnerlo certo non mi permetto
questa non é commedia e manco dramma
e per spiegarla non mi esce di petto
quando a Giovanna Rosa ciò dichiaro
in te, mi dice, non c’é più concetto.

Completamente pazzo gli comparo
son cavolate ciò che stai narrando
in quel modo dal dì mai più l’apparo
ma in casa sempre più la sto aiutando
e nulla più mi stanca al lavorare
nel Signore quel patìr starà scemando.

Sto terminando oggi di registrare
ed a più di tre anni dal guarire
precisamente affermo il raccontare
dal giorno, lontano é quel patire
e con tanta forza grido forte
é stato lì il Signore a intervenire.

Altre poche righe e affido sorte
e tutto ciò che ad or avete letto
pure ha dissolto il temer della morte
tutto é rimasto ben impresso in petto
per pregare che trasmesso mi ha l’amore
bruciando il mal, concedendo diletto.

Turbolenti percorsi in mente e cuore
che mai ne supponevo l’esistenza
salvato mi ha vivendone l’onore
santo pregar trasmettente sapienza
e se mi ritrovo ciò scrivendo
lo devo alla Divina Provvidenza.

Ascolta ancor quel che ti sto dicendo
questo soltanto non ti sto lasciando
da ciò che avrai capito su leggendo
i fotogrammi anche ti stan parlando
lo ha registrato in computer dottore 
                              quell’intervento Santo che tramando.                      327

1 – E’ un percorso che inizia dal testo – Di ciò forse poco capirai – e così a seguire… .

This entry was posted on sabato, novembre 5th, 2011 at 17:01 and is filed under Poesie D'Amore, poesie personali, Poesie sul Silenzio, Poesie sulla Vita. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

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