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Letteratura Poeti Famosi



OBLIANTE VAGHEZZA

 Quante notti …,

quante ancora

ne dovrò trascorrere

senza poter dormire

per il tuo raggiro,

l’ammiccante gesto

dei tuoi compiacenti occhi

che ora vedo

con scoperto inganno?

 

Sai ho svelato il tuo gioco,

sono stato una pedina

che abilmente hai mosso,

perché all’occorrenza

il tuo invitante fare,

sapeva sempre conquistarmi

spingendomi a sfidare

ogni conosciuta realtà,

per te solo per te.

 

Ma questa volta

hai giocato male

le tue carte,

la stessa frenesia

ti ha tradito

quando mi hai lasciato

con un freddo saluto,

sperando che tutto

tornasse come prima.

 

Ma ora mi difendo,

non già dal mondo

ma da te,

la fata di cuori,

per la quale

oceani d’inchiostro

si sono riversati

sui fogli bianchi della storia

per cantare l’amore.

 

Ora è rimasto

solo un quadro scolorito

di quella dolce idea,

che si era materializzata

dal tuo sguardo,

che credevo vero

in te che apparivi

ingenuamente piena

di candidi veli.

 

Cosa t’aspetti adesso?

Dimmi, cosa pretendi

da questo cuore

che piange solo

nel suo triste palpitare,

mentre le lancette,

ancora e sempre,

si accelerano

in un replicato rintocco?

 

Quanta finzione

hai saputo ostentare,

mi hai tenuto

sulle corde

giorno e notte,

mi hai rapito

e anche il pensiero

si perdeva

dietro la tua parola.

 

Ti credevo,

e senza dubitare

ho alterato io stesso

il futuro per te,

ho rilanciato sempre

contro tutto e tutti,

ma ho perso

le occasioni importanti

la luce del vero…

 

Ho ostentato il silenzio

a chi mi invitava

a capire ciò che tu eri,

e ho rinnegato

l’affetto sincero,

 la trepidante emozione

 di quanti hanno sofferto

stanchi d’aspettare

un mio cenno d’assenso.

 

Ora voglio che ti oblii,

perché offendi davvero

con la tua presenza,

e ti cancello

dalla fantasia, 

non aspiro più fissare

il tuo arcano riverbero,

che ambiguamente

trascina nello struggimento

emozioni e pensieri.

 

01.05.2011 CIRO SORRENTINO 

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