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Letteratura Poeti Famosi



Che strano poeta.

Che strano poeta.

La musica oscena è iniziata,
note nere e ardenti
dilaniano e fremono convulse,
prigioniere in un violino
senza corde e senza musicante.

Com’è irritante parlar
sempre del mitico amore,
egli è tale perchè lo rende grande
l’indifferente e cruento livore,
e quanto frivolo è il mistero
nel nascondere sotto un sottil tappeto
tutte le nostre malcelate paure,
e quanta..quanta è immensa
l’ipocrita passione per la poesia
di strani autori senza cuore,
imprevedibili e in ostaggio
di immutevoli solitudini,
e i loro cuori tristi saranno
sempre biechi e mutevoli,
e il loro lento ticchettio
palpita e ostenta vana saggezza.

Ho la lampada magica
ma non esprimo desideri,
ho già quel che mi serve,
non sono che un ramo secco
da estirpare dove la vita ha smesso
di fluire, che desolante conferma
non sono un poeta,
so che per esser tale ci vuole
il sottil sapere di cosa contiene l’anima,
di chi soffre e di chi gioisce,
ed ho compreso che il non capire
è saggezza malsana e rende
giustizia solo alla morte della bontà.

Raffaele Feola.

This entry was posted on giovedì, ottobre 20th, 2016 at 19:34 and is filed under Poesie D'Amore. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

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